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Rapallo: San Michele, replica “Tre prie” sui ripascimenti

Da Sofia Bianchi, Presidente Associazione Tre Prie San Michele di Pagana, riceviamo e pubblichiamo

Risposta al video del Sindaco di Rapallo del 15.06.2021. Il video trasmesso in diretta Facebookda Carlo Bagnasco il 15 giugno u.s. impone una doverosa replica a beneficio dei cittadini di Rapallo e di eventuali altri soggetti interessati alle ultime vicende che, con evidenza della stampa, hanno coinvolto la baia di Trelo.

In particolare, l’Associazione Tre Prie–cui, nel video, più volte, è fatto implicito riferimento –non può esimersi dal fornire una serie di chiarimenti resi necessari per ripristinare la verità dei fatti a fronte delle innumerevoli inesattezze, falsità e vere e proprie illazioni diffuse, più o meno consapevolmente, dal Sindaco. Nel dettaglio, nei limiti di quanto è dato comprendere dal lungo monologo pubblicato, risulta che:

1)Bagnasco, anzitutto, sostiene erroneamente che la spiaggia di Trelo necessiti di nuovi ripascimenti. Ciò non risponde al vero. La baia, infatti, è già letteralmente stracolma e non ha certo bisogno di sversamenti di nuovi quantitativi di materiali (men che meno se provenienti da fuori). A essere necessari sono semmai robusti interventi di pulizia che consentano finalmente lo sgombero dei materiali incongrui da tempo presenti sull’arenile (e non solo la bonifica dell’amianto). Come dimostrato da plurimi studi, infatti, la sabbia degli interventi di ripascimento fin qui eseguiti ha già determinato il progressivo innalzamento dei fondali, modificando fortemente il contesto. In particolare, a essere stata alterata è la movimentazione dei sedimenti marini che non seguono più le dinamiche naturali originarie proprie degli arenili contraddistinti da ciottoli ma dinamiche diverse proprie delle spiagge miste di sassi e sabbia. Lo stravolgimento si è manifestato tale da determinare ingenti danni prima sconosciuti, anche durante le mareggiate. È proprio a causa dei continui ripascimenti se quantitativi così significativi di materiale hanno potuto abbattersi con violenza sugli edifici non solo affacciati su Trelo ma anche sulla vicina baia di Pomaro, a grave pregiudizio non solo dei residenti ma anche delle tante attività commerciali che animano la frazione.

2)Paradossalmente, Bagnasco non vede il nesso tra la necessità di eseguire dragaggi, che ammette siano necessari, e i continui ripascimenti eseguiti. Per il Sindaco, l’accumulo di materiali nei fondali non avrebbe nulla a che fare con il periodico sversamento degli stessi materiali sugli arenili vicini. E’ innegabile, infatti, che l’innalzamento dei fondali sia dovuto ai ripascimenti stagionali, a meno che si voglia sostenere che la sabbia sottratta dai marosi dell’inverno sia per magia svanita nel nulla. Come ricordava lo scrittore Nino Palumbo, Rapallo era un paese “ricco di insenature, dalle acque limpide, subito profonde”. Eppure per il Sindaco dovrebbe tornare ad esserlo grazie ai dragaggi e non con una gestione appropriata del litorale.

3)Inoltre, Bagnasco afferma ripetutamente anche che, a prescindere dalla loro necessità o meno, i ripascimenti effettuati negli ultimi anni dal Comune di Rapallo siano comunque tutti legittimi. Anche ciò non risponde al vero. I ripascimenti già eseguiti, infatti, non possono affatto ritenersi legittimi, almeno per quanto riguarda Trelo. Al contrario, l’approvazione dell’ultimo intervento risalente al 2014 risulta essere stata annullata dal TAR Liguria che, con sentenza n.75/2019, ha rilevato la “situazione particolare della spiaggia in questione in quanto erano state predisposte diverse relazioni tecniche che evidenziavano la sensibilità della spiaggia e dell’ambiente marino agli interventi di ripascimento che non fossero stati eseguiti mediante materiale che presentasse caratteristiche granulometriche strettamente conformi a quelle originarie della spiaggia”. Sulla decisione –che peraltro è stata confermata anche in sede di ottemperanza con sentenza n. 752/2019in oggi ineseguita– è pendente giudizio di appello avanti al Consiglio di Stato ma non si vede come sia possibile, almeno per il momento, parlare di ripascimenti legittimi come fa il Sindaco.

4) Ancora, Bagnasco declina le responsabilità del Comune, alludendo a non meglio precisate “richieste autorizzative regionali” rispetto agli interventi di ripascimento. A suo avviso, le decisioni in materia di ripascimenti sarebbero rimesse esclusivamente a Regione Liguria e i comuni non avrebbero poteri decisori al riguardo. Anche questa affermazione è del tutto destituita di fondamento. Come noto, la normativa regionale assegna ai comuni la competenza autorizzativa per i ripascimenti stagionali e quindi sono proprio i comuni chiamati a promuovere i relativi procedimenti, non la Regione che, in questo caso, per il tramite di ARPAL, si limita rilasciare pareri di carattere istruttorio e non ad adottare provvedimenti autorizzativi. Lo dimostra anche il fatto che è il Comune di Rapallo a essere risultato soccombente avanti al Tar Liguria, non Regione Liguria (nemmeno costituitasi nei giudizi sopra richiamati).

5)Da ultimo, Bagnasco, arriva infine ad insinuare che l’avversione agli interventi di ripascimento della spiaggia di Trelo sia mossa da “interessi personali” di una persona o comunque poche persone le quali mirerebbero ad avere una spiaggia non accogliente e poco affollata davanti alla propria casa. Ora, a parte l’assurdità di una simile insinuazione, è evidente e di dominio pubblico che, alla base delle azioni giudiziarie dell’associazione delle Tre Prie ci sia solo genuino attaccamento a San Michele di Pagana e alla bellezza inimitabile delle sue particolari insenature. Il sodalizio è stato, infatti, costituito ormai oltre vent’anni fa proprio con lo scopo di tutelare e promuovere l’ambiente e il paesaggio di San Michele di Pagana e, quindi, non può essere additato quale responsabile della situazione di degrado cui si propone di porre rimedio nell’interesse generale di tutti, residenti e ospiti. Affermare –come fa Bagnasco –che tutto nasca da tornaconti personali non fa torto soltanto alla logica ma all’impegno ultraventennale dei soci delle Tre Prie che, sottraendo tempo e risorse alle proprie attività e ai propri affetti, hanno soltanto cercato di preservare uno dei più belli scorci della Liguria.

In definitiva, se a qualcuno vanno imputate colpe per lo stato in cui versa la spiaggia di Trelo non è certo a chi, con varie iniziative (non solo giudiziarie), si è attivato per cercare di evitare guasti ambientali e paesaggistici irreparabili: a chi, come lo stesso Bagnasco, ha amministrato questo Comune senza prestare minima attenzione alle effettive esigenze di Trelo edel particolare habitat naturalistico che lo contraddistingue. Non può essere trascurato infatti che il mare di San Michele di Pagana ospita una delle praterie di Posidonia meglio conservate della regione ed è ricompresa nell’area assoggettata a vincolo paesaggistico a tutela del promontorio di Portofino. L’auspicio dell’Associazione Tre Prie è pertanto che il Sindaco, anziché avventurarsi in nuovi sfoghi a mezzo dei propri canali social, voglia davvero confrontarsi con i soci dell’associazione e i residenti di Travello e, a seguito della doverosa bonifica dell’amianto, voglia valutare congiuntamente i nuovi provvedimenti da assumere per la definitiva sistemazione della baia di Trelo.