Lettere/ "Santa, il caro-affitti allontana i giovani" - LevanteNews
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Cronaca

Lettere/ “Santa, il caro-affitti allontana i giovani”

A firma Adriano Paone riceviamo e pubblichiamo

Dopo l’editoriale pubblicato nella giornata di oggi, è giunto il momento di scriverne un altro trattando nel dettaglio alcune dinamiche relative a Santa.
Se, da una parte, la cittadina sammargheritese ha saputo mantenere un proprio equilibrio e una qualità di vita assai invidiabile, complici le strade poco trafficate e l’assenza di aree degradate, dall’altra parte il tema che maggiormente colpisce l’ex Perla del Tigullio riguarda il calo della residenzialità e l’innalzamento dei costi.

I due tempi, apparentemente sconnessi, risultano invece molto legati tra loro. Prezzi alti determinano la chiusura di diverse attività, lo spostamento in cittadine più convenienti e un inevitabile “sperequazione sociale”, nella quale i ricchi rimangono sempre più ancorati alle loro proprietà e i “poveri” saranno costretti ad emigrare altrove. Prima di addentrarci nella questione, facciamo un passo indietro:

Santa è sempre stata una cittadina cara, con immobili venduti a peso d’oro e canoni d’affitto a dir poco esorbitanti, la differenza è che negli anni passati (ossia quando una stagione estiva garantiva introiti milionari) questi problemi venivano accantonati facilmente; negli ultimi anni in cui la crisi ha attaccato perfino un’isola felice come Santa, il divario si è esteso a macchia d’olio creando dei veri e propri “buchi”, a livello economico ed immobiliare. Infatti canoni mensili elevati causano inevitabilmente un aumento dei prezzi, ii quali si ripercuotono sui consumatori che, in maniera molto pacifica, vanno ad acquistare altrove. Risultato? L’attività cessa, il negozio si svuota, i canoni restano tali e man mano la città perde appetibilità. Non è un caso che, perfino nelle zone più attraenti del paese, comincino ad intravedersi fondi abbandonati da tempo (causati principalmente da richieste al di sopra del reale valore degli immobili).

E da qui si genera automaticamente il calo della residenzialità ma, come nel punto di cui sopra, possiamo utilizzare un esempio pratico: se un trentenne, dotato di discrete possibilità economiche, si reca a Santa per aprire un’attività commerciale e gli viene chiesto un canone mensile pari a cinquemila euro, questo probabilmente andrà a cercare le stesse cose altrove, magari a Rapallo dove lo stesso fondo viene affittato alla metà del prezzo. Questo vortice negativo genera, inevitabilmente, l’acquisto di immobili uso prima casa al di fuori dei confini sammargheritesi (lo stesso discorso fatto per i fondi commerciali può valere anche per le case dei residenti), e così via.

Dopo avervi consigliato di andare a vivere a Borzonasca, vi consigliamo di utilizzare i vostri denari per investire altrove, perchè per ogni negozio di 25mq a tremila euro al mese, ce ne sono altrettanti alla metà.