Valli Graveglia e Vara: no alla riapertura delle miniere - LevanteNews
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Valli Graveglia e Vara: no alla riapertura delle miniere

Dall’ufficio stampa del consigliere regionale Claudio Muzio riceviamo e pubblichiamo.

Regione Liguria ribadisce la sua contrarietà al progetto di ricerca mineraria “Monte Bianco” presentato dalla società Energia Minerals e riguardante i territori di Sestri Levante, Ne, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese nella Città Metropolitana di Genova e di Maissana e Varese Ligure nella Provincia della Spezia, per un totale di 8243 ettari. E’ quanto emerso nel corso della discussione in Consiglio Regionale di un’Interrogazione presentata da Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare.

La Energia Minerals aveva avanzato l’istanza al Ministero della Transizione ecologica lo scorso 12 marzo per l’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale. Il 22 marzo il Ministero aveva comunicato la procedibilità dell’istanza e il 26 aprile la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura aveva trasmesso al Ministero della Transizione Ecologica il proprio parere tecnico istruttorio favorevole. Nelle ultime settimane pareri negativi sono giunti al Ministero dalla Regione, dal Parco dell’Aveto, dalla Città Metropolitana di Genova, dai Comuni di Casarza Ligure e Sestri Levante, dalla Società Acqua Potabile. Un ordine del giorno fortemente contrario al progetto “Monte Bianco” è stato votato dal Consiglio Comunale di Ne, territorio in cui si è formato anche un Comitato e da cui è partita una raccolta firme molto partecipata.

“Come ha sottolineato l’assessore Marco Scajola, le norme nazionali in vigore spesso non mettono i territori nella potestà di decidere in casa propria. Desta inoltre preoccupazione il parere favorevole espresso dalla Direzione Paesaggio del Ministero della Cultura”, ha dichiarato Muzio oggi in Consiglio Regionale. “Concordo perciò con l’assessore sulla necessità di valutare una modifica alla nostra legge regionale in materia, che ci metta nelle condizioni di avere più voce in capitolo su temi come questo. Nel corso degli anni il nostro entroterra ha già dato: nelle vallate interessate dal progetto ‘Monte Bianco’ l’attività estrattiva industriale di minerali è cessata dagli anni Settanta del secolo scorso e ormai da tempo quelle aree sono caratterizzate da uno sviluppo economico basato principalmente sull’accoglienza turistica, sulla ricettività, sull’enogastronomia e su una produzione agricola di prodotti tipici sempre più orientata verso la sostenibilità e il biologico, con eccellenze riconosciute a livello internazionale”.

“Sulle ex miniere – ha aggiunto Muzio – l’indirizzo delle Amministrazioni coinvolte è completamente diverso da quello ipotizzato dalla Energia Minerals, il cui scopo principale, come si legge nel ‘Programma dei lavori’ allegato alla richiesta di permesso, ‘è di definire depositi di minerali economicamente utili’. I territori puntano invece ad una valorizzazione di questi siti dal punto di vista del turismo archeo-minerario, che potrebbe attrarre grandi investimenti e contribuire al rilancio del nostro entroterra”.

“E’ necessario perciò mettere in campo ogni azione affinché non si trasformi in realtà la possibilità della ripresa dell’attività estrattiva in aree già sfruttate e fragili dal punto di vista idrogeologico. La gestione del territorio deve tornare a chi lo vive; è inammissibile che arrivino decisioni calate dall’alto nei confronti delle quali i cittadini sono costretti a fare le barricate per difendere la terra in cui sono nati, cresciuti e vivono e in cui sono vissuti i loro padri e i loro avi”, ha concluso il capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare. Nel frattempo si attende l’esito della valutazione di impatto ambientale nazionale.

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