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Recco: Giuseppe Rotunno, da assessore a romanziere

Giuseppe Rotunno, già assessore del Comune di Recco sembra defilato dalla scena amministrativa. In realtà, pur soddisfatto di tutto quello che ha realizzato negli anni, ritiene giunto il momento di dire basta. Ce lo spiega lui stesso.

Frequenta saltuariamente il Comsiglio comunale di Recco dove è stato eletto? “Cerco di impegnarmi nel ruolo in cui gli elettori mi hanno collocato, ossia l’opposizione dove il consigliere ha un ruolo marginale”.

Che le va stretto “L’opposizione per come è intesa non mi piace; io ho già provato questa esperienza quando ero consigliere provinciale. Io intendo questo ruolo come quello di un collaboratore esterno che sottopone problemi e prospetta soluzioni”.

Quanti anni ha dedicato alla politica? “Venti in maggioranza e cinque all’opposizione. Poi arriva il desiderio di dire basta. Di passare la mano e lasciare il posto a nuove persone con nuovo entusiasmo e nuove idee, rinnovato impegno civico. In una parola un cambio generazionale”.

Cosa ricorda con maggior piacere? “Sono soddisfatto di tutto ciò che ho eseguito, rifarei tutto. In vent’anni ho ricoperto molti ruoli e ho concretizzato tante idee di cui sono orgoglioso; come le rotatorie per rendere più snello il traffico nel centro di Recco; l’apporto al Piano urbanistico”.

Oggi cosa sostituisce la politica? “La scrittura. E’ un’idea che mi porto dietro dal liceo e che ho sempre rinviato. L’università, il lavoro, la famiglia e la politica mi hanno sempre indotto a rinviare”.

E ora? “Il primo gennaio 2020 ho iniziato a scrivere. Si tratta di un romanzo storico. E’ passato oltre un anno e credo ce ne vorrà ancora uno prima di andare in stampa”.

Quando preferisce scrivere? “La sera, prima di dormire, ma anche nella pausa pranzo. A volte l’ispirazione mi suggerisce una frase mentre guido, allora chiedo a mio figlio di scriverla per fissarla e gliela detto”.

Il soggetto? “Abbraccia il periodo tra 1096 e il 1099. Il protagonista è un personaggio di invenzione, un monaco benedettino che vive a San Fruttuoso di Capo di Monte e partecipa alla Crociata; gli altri sono personaggi storici. Sono un appassionato di storia ma devo comunque consultare spesso le fonti per evitare possibili errori. Teatro del romanzo Portofino, San Fruttuoso e Genova. Avrà un prologo ed un epilogo”.

Portofino S.Fruttuoso foto R.Costa