Sanità: "Liste d'attesa, tutta colpa del coronavirus" - LevanteNews
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Politica

Sanità: “Liste d’attesa, tutta colpa del coronavirus”

Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale riceviamo e pubblichiamo la cronaca del Consiglio relativa alle liste d’attesa malattie no-Covid e sospensione attività ambulatoriali

Su questo argomento sono state presentate tre interrogazioni: una da Davide Natale (Pd-Articolo Uno), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Fabio Ugolini (Mov5Stelle), e sottoscritta dal collega del gruppo, la terza da Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) e sottoscritta dai colleghi del gruppo.

Natale ha chiesto alla giunta i contenuti del piano, annunciato dai dirigenti di Alisa, per combattere il fenomeno delle liste di attesa, che si sono create in conseguenza della sospensione delle visite ambulatoriali e delle operazioni non urgenti.

Ugolini ha chiesto alla giunta di porre rimedio alle lunghe liste di attesa e alla drastica riduzione di tutte le prestazioni sanitarie in Liguria, permettendo, in tal modo, ai cittadini di ottenere, in tempi rapidi e certi, tutte le visite, gli esami e le cure a tutela della salute.

Arboscello ha chiesto alla giunta i dati su eventuali riduzioni di attività di prevenzione e cura e ha ricordato che ALiSa ha dichiarato di avere un piano per ridurre e abbattere le liste di attesa.

Il presidente della giunta Giovanni Toti con delega alla sanità ha precisato: «Ancora oggi lo “screening” esatto delle prestazioni perse sull’intero territorio nazionale è tutto da verificare» e ha spiegato che  il recupero delle liste d’attesa fa parte anche del Piano nazionale, che va al di là dei Piani regionali. «È chiaro che abbiamo perso prestazioni, questo vale per tutta Italia, ma nella terza ondata la Liguria è stata sicuramente una delle Regioni che ha avuto il minore fermo delle attività di elezione medica». Toti ha aggiunto: «Il tema delle liste d’attesa non è banale perché si scontra con una capacità produttiva del Sistema Socio Sanitario nazionale». Il presidente ha sottolineato la necessità di una adeguata programmazione sanitaria, una volta superata l’emergenza Covid: «Ripartire con un incremento per smaltire le liste d’attesa, comporterà leggi, organizzazioni e risorse straordinarie, ma se penseremo semplicemente di smontare il sistema Covid per ritornare all’ordinarietà, ci porteremo uno “stock” accumulato di questo anno e mezzo che difficilmente verrà smaltito in un tempo ragionevole».