Recco: “Café Philo”, appuntamento con Zarathustra - LevanteNews
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Recco: “Café Philo”, appuntamento con Zarathustra

Da Cafè Philo riceviamo e pubblichiamo

Nuovo appuntamento on line di Cafè Philo martedì 11 maggio.

Così parlò Zarathustra, un libro per tutti e per nessuno.

In che senso per tutti? Perché mai per nessuno? Lo Zarathustra è solo, o principalmente, un libro?

Proviamo a scoprirlo insieme.

‘Quando Zarathustra ebbe trent’anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Qui gustò il suo spirito e la sua solitudine, per dieci anni, senza stancarsene. Ma alla fine il suo cuore si trasformò – e un mattino egli si alzò con l’aurora, andò dinnanzi al sole e gli parlò…’
Nel nostro secondo appuntamento con Nietzsche, come viandanti dallo spirito libero, leggeremo alcuni passi seguendo il cammino di Zarathustra.

Ci vediamo alla solita ora (19.30) su Zoom. Ti aspettiamo!

https://us02web.zoom.us/j/81235528832?pwd=cjFXbGNsWUFrVmJ3UmpvYm44ZnlhQT09

Lettura consigliata dalla Prof
Friedrich Nietzsche
Così parlò Zarathustra
Un libro per tutti e per nessuno

L’idea di Così parlò Zarathustra balenò a Nietzsche come una folgorazione nell’agosto del 1881, in Engadina, “6000 piedi al di là dell’uomo e del tempo”. Essa coincise con il rivelarsi dell'”eterno ritorno”, la misteriosa intuizione che segna il passaggio alla ultima fase del pensiero di Nietzsche e lo tramuta tutto dall’interno. Così anche lo Zarathustra rielabora e ripresenta tutto ciò che Nietzsche era stato fino allora in una forma assolutamente nuova, e soprattutto in una forma incompatibile con i canoni della filosofia occidentale. “Un libro per tutti e per nessuno» dice il sottotitolo: proprio perché obbliga il pensiero a parlare immediatamente, fuori da ogni tecnicismo, in una forma poetica e profetica, Zarathustra è sempre stato il libro più letto e venerato di Nietzsche, ma al tempo stesso è il suo libro di enigmi, protetto da saldi sigilli, un libro che sorprende e appare diverso ogni volta che lo si apre. Nietzsche fu del tutto conscio di questo doppio carattere dello Zarathustra, e in certo modo di tutta la sua opera. In una lettera del 1884 scriveva: «Chissà quante generazioni dovranno trascorrere per produrre alcune persone che riescano a sentire dentro di sé ciò che ho fatto! E anche allora mi terrorizza il pensiero di tutti coloro che, ingiustificatamente e del tutto impropriamente, si richiameranno alla mia autorità. Ma questo è il tormento di ogni grande maestro dell’umanità: egli sa che, in date circostanze del tutto accidentali, può diventare con la stessa facilità una sventura o una benedizione per l’umanità”.

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