Cogorno, imbrattato il murales dedicato al Covid: partita la denuncia - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Indagini in corso

Cogorno, imbrattato il murales dedicato al Covid: partita la denuncia

E' avvenuto nella notte tra sabato e domenica.

carabinieri, servizio, arma

“Ignoti, nella notte tra sabato 8 e domenica 9 maggio, hanno imbrattato con scritte oscene il murales ispirato al Covid, realizzato dall’artista Andrea Cocciolo ed inaugurato nel settembre scorso, nell’area sottostante il ponte che collega San Salvatore di Cogorno con Caperana”: a darne notizia l’amministrazione comunale.

Questa mattina, il Sindaco di Cogorno, Gino Garibaldi, ha sporto denuncia contro ignoti per il vergognoso atto, presso il Comando dei Carabinieri di Lavagna: “Sono amareggiato e deluso per questo atto ingiustificato, che deve far riflettere tutti – ha dichiarato – In questo momento voglio rivolgere un appello alla cittadinanza, ricordando che ognuno di noi deve essere garante del nostro territorio. Bisogna avere il coraggio di denunciare e di segnare quello che non va bene. La cosa pubblica è di tutti: l’opera voleva gettare un ponte tra l’epoca di Dante e la contemporaneità che stiamo vivendo, ed esprime un significato molto bello e positivo. Assurdo che qualche incivile arrivi a fare queste cose. Riconquistiamo il senso civico e riflettiamo su quanto accaduto”.

In queste ore i Carabinieri e la Polizia Locale di Cogorno stanno vagliando le telecamere di videosorveglianza dell’area per risalire al/ai responsabili del gesto. L’amministrazione comunale ha già contattato l’artista che ha realizzato il murales per esprimergli vicinanza e solidarietà per l’accaduto e per mettersi d’accordo per l’imminente recupero dell’opera.

“Sono arrabbiato come tutti i cittadini di Cogorno, che hanno capito lo sforzo fatto per rivalutare l’area, con un messaggio importante – ha aggiunto il consigliere comunale incaricato alle politiche giovanili, Luca Torrente -. Spero che le indagini in atto possano trovare i colpevoli. Allo stesso tempo, questo fatto fa riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da fare con i nostri giovani, perché è impossibile non capire il grave danno che è stato fatto a tutta la nostra comunità”.

Più informazioni