Ripartenza: arriva il contributo ai settori pesca e acquacoltura - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Ripartenza: arriva il contributo ai settori pesca e acquacoltura

Dall’Ufficio Stampa di Coldiretti Liguria  riceviamo e pubblichiamo 

È stato approvato dalle Commissioni bilancio e finanze del Senato, l’emendamento al disegno di legge chericonosce un contributo a favore del settore della pesca e acquacoltura per l’anno 2021, per i concessionari di aree demaniali: un sostegno importante per far fronte all’anno di pandemia, ma che non risolve l’aumento ingiustificato dei canoni per le attività legate al mondo della pesca.

È quanto afferma Coldiretti Liguria in riferimento al disegno di legge di conversione del decreto_legge “sostegni” (AS 2144) che, al fine di contrastare gli effetti negativi causati alle imprese ittiche dall’emergenza Covid-19 e di favorirne rilancio, per l’anno 2021 ha previsto lo stanziamento di 1 milione di euro al fine di riconoscere un contributo, non superiore al canone corrisposto, a favore dei concessionari di aree demaniali marittime concernenti zone di mare territoriale per le attività di acquacoltura, pesca, ripopolamento attivo e passivo, protezione della fascia costiera e di zone acquee, nonché per la realizzazione di manufatti per il conferimento, il mantenimento, l’eventuale trasformazione e la commercializzazione del prodotto ittico.

“E’ un primo importante passo – afferma Daniela Borriello, Responsabile di Coldiretti Impresa Pesca Liguria – ma sicuramente non sufficiente per sostenere le imprese del territorio in questo difficile anno, dal momento che, ancora non chiari, sono i tempi, le modalità e in che misura il contributo compenserà l’esborso che, comunque, i nostri pescatori dovranno corrispondere, entro settembre, ai singoli Comuni. Come Coldiretti avevamo chiesto l’esclusione per le concessioni legate a finalità di pesca e acquacoltura, dall’aumento delle tariffe specificate nell’articolo 100 del d.L. 104/2020, articolo nel quale sono stati modificati i criteri di calcolo del canone relativo alle concessioni, coinvolgendo diverse categorie tra cui appunto i pescatori. Ad oggi, qualunque sia l’utilizzo delle aree interessate, l’importo annuo del canone delle concessioni del demanio marittimo, lacuale e fluviale, non potrà essere inferiore a 2.500 euro. È fondamentale che nell’iter di approvazione si riprenda in esame la situazione e si arrivi ad una reale riduzione del canone per tutte le attività per le quali il demanio non rappresenta un “luogo” di reddito, come può essere, ad esempio, la spiaggia per gli stabilimenti di balneazione, ma solo un ricovero attrezzature o ancoraggio imbarcazioni, quindi, in sostanza, un mezzo all’attività d’impresa”.

“Alcune Cooperative di pescatori – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – hanno pochi metri quadri di concessione e, passare a cifre astronomiche, rischia di compromettere la sopravvivenza dell’impresa stessa e di affossare un settore già in crisi a causa della pandemia e dove oltretutto gravano limitazioni europee che condizionano negativamente l’economia. E’ necessario sostenere i nostri pescatori in tutti i modi, partendo appunto dal non subissare queste attività produttive con ingiustificati oneri. A livello nazionale con una flotta che ha ormai un’età media che si avvicina a 40 anni ed addetti intorno ai 51, a fronte poi di una mancanza di supporti comunitari alla flotta e con il rischio costante che aumentino i costi di gestione, è difficilissimo sperare in un rilancio di questo pilastro dell’economia ligure. È fondamentale che ad ogni livello si prenda coscienza della situazione in cui siamo e si supportino il più possibile le nostre imprese, e con esse l’economia e l’occupazione territoriale”.