Mal di vivere nel Tigullio, inspiegabile catena di drammi - LevanteNews
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Cronaca

Mal di vivere nel Tigullio, inspiegabile catena di drammi

Negli ultimi tempi nel Tigullio si parla spesso di suicidi di persone che apparentemente non avevano alcun grave motivo per mettere in atto decisioni definitive. A livello nazionale sembra che la pandemia abbia aumentato i casi tra i giovani del 20 per cento. Non conosciamo i dati della Asl 4 relativi all’ultimo anno. In genere i giornali riferiscono i casi diventati noti per le modalità con cui vengono compiuti; spesso si indicano genericamente come incidenti. Parlarne viene ancora considerato un tabù; forse, invece, farlo aiuterebbe a capire e lenire il dolore dei familiari.

Nei mesi scorsi, nel Tigullio, una professionista si è tolta la vita dopo che una sua assistita aveva compiuto un analogo gesto; successivamente pare che un altro giovane cliente della donna abbia deciso di attuare, senza un motivo apparente, lo stesso gesto. Tre morti avvenute con identica modalità; probabilmente senza alcun legame tra loro.

Un tempo nei verbali di polizia i suicidi erano definiti insani gesti; nei primi decenni del Novecento i quotidiani riportavano ogni giorno la rubrica “I volontari della morte”, poi spazzata via dal fascismo.

I suicidi non sono insani gesti, ma frutto di decisioni. Non sarebbe opportuno che il sistema sanitario affrontasse il tabù e spiegasse ragioni ed eventuali modalità per individuare e prevenire? E insegnasse ad aiutare a spiegare questi drammi?