Chiavari: "Odissea del Museo Marinaro nella scuola telecomunicazioni" - LevanteNews
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Chiavari: “Odissea del Museo Marinaro nella scuola telecomunicazioni”

Da Ernani Andreatta, comandante e fondatore del Museo Marinaro, riceviamo e pubblichiamo. Naturalmente disponibili a ospitare eventuali differenti versioni

Nel 2008 il sottoscritto Ernani Andreatta  ha trasferito il Museo Marinaro di sua proprietà presso i locali della Scuola TLC, su richiesta della Scuola stessa. Esistono testimonianze e documentazioni sui lavori eseguiti non solo per il Museo, ma anche  per la Scuola stessa. Questo insediamento  mi è costato moltissimo sia in termini economici che lavorativi. In sintesi, dalla sua fondazione nel 1997 ad ora, si sono avvicendati ben cinque traslochi e una alluvione.

Ma quale Museo ha mai subito tante peripezie?

Un Museo veramente sfortunato del quale se ne continua ad ignorare l’esistenza. Dagli articoli dei vari quotidiani,  si evince che né le Istituzioni Civili di Chiavari, tipo Società Economica, né gli Ufficiali della Scuola TLC, né i vari quotidiani  come Il Secolo XIX e il Nuovo Levante, hanno mai parlato di questo sfortunato Museo  sottoposto a “devastazioni” di ogni genere fino a portarlo alla chiusura da oltre 12 mesi.

Infatti molte sale sono oggetto di scavo per trovare una minima perdita d’acqua dai caloriferi.   

Peccato,  perché avrebbe rappresentato una occasione unica per la visita di Consiglieri Regionali e altri ospiti che il 19 aprile visiteranno la Scuola Telecomunicazioni per l’inaugurazione delle stazioni di vaccinazione.

Forse mi sono sbagliato sulla realtà di questo Museo? Forse è una illusione?! Spero di no perché  continuo a credere che sia una delle grandi e importanti realtà di Chiavari e della Scuola TLC che, ringrazio per la sua “più che decennale ospitalità”, concessami sino a qualche mese fa.

Sono convinto che sia i post covid, che le vaccinazioni, potevano trovare posto nelle innumerevoli altre “palazzine” della Scuola TLC quasi tutte pressoché vuote.  Una decisione veramente inspiegabile quella di  concentrare tutto solo e soltanto nella sola “Palazzina N” sede del Museo Marinaro dal 2013 traslocato dalla “Palazzina E” nel 2008. Tra l’altro il Com.te Chiacchietta mi aveva concesso tutta la sala ex bar, poi recentemente, metà della superficie è stata adibita a postazioni di vaccinazione dopo i miei lavori di risanamento naturalmente. 

Credo che un pezzo di storia gloriosa di Chiavari marinara così ben documentata, rappresenti un patrimonio per la città stessa e valorizzi il luogo in cui è ospitata.
Una raccolta di indubbia ricchezza che sta a significare la ricerca, la perizia e l’impegno economico che è consistito anche nella completa ristrutturazione e sanificazione, servizi compresi, delle stanze messeci a disposizione prima nella “ Palazzina E” e poi,  dopo tre anni,  della Palazzina N”.

Il tutto con un grande impegno e  mecenatismo di una sola persona.
Nessun aiuto economico e di altro genere da parte di alcuno!

È stato anche affrontato un altro momento difficile: l’alluvione del 2014 dalla cui devastazione siamo usciti con le “nostre sole forze” riemergendo gloriosamente. E tutto grazie al lavoro di volontari  come i Signori Giancarlo Boaretto e Signora Paola, di Enrico Paini e figlio Yannick e di mia moglie Simonetta Pettazzi.

Perché non scegliere un’altra ubicazione sempre nell’ambito della Scuola TLC per effettuare la pur importantissima campagna vaccinale? E’ paradossale che proprio questo locale, assieme ai servizi collegati, da me ripulito e risanato sia ora destinato a presidio per le vaccinazioni.  E proprio in quel locale la Scuola TLC aveva accettato di esporre, tutti i bellissimi reperti di macchine parlanti che facevano parte della collezione di Adriano Migliaro. Due o tre giorni fa hanno imposto a Migliaro di portare via tutti i suoi meravigliosi e unici reperti di macchine parlanti e in quella stessa sala da me risanata, vi hanno installato postazioni e servizi per la vaccinazione. Fra trasporti che avevo fatto e risanamento di questi locali, compreso le camionate di rottami (ex Bar) della Scuola TLC che ho smaltito a mie spese, ho totalizzato 3.800,00 euro di esborsi. Mi sta bene di aver partecipato in prima persona all’organizzazione delle Postazioni Vaccinali, ma almeno un ringraziamento da parte della Scuola TLC credo di meritarlo. Ed invece è stato  fatto l’allestimento in totale “segretezza” nei miei riguardi,  imponendo a Migliaro di portare via tutto il materiale di sua proprietà, oltretutto a sue spese. Peccato, tra Museo Marinaro e Macchine Parlanti di Migliaro la Scuola TLC poteva diventare una  eccellenza in questi unici e storici settori.

La superficie della Scuola TLC è vastissima e ospita quasi 13 palazzine. Un importante e sofferto Museo Marinaro meriterebbe ben altro! Quello che è veramente fuori luogo poi è creare il “caos traffico a Caperana” mentre tutto potrebbe svolgersi all’interno della Scuola dati gli enormi spazi a disposizione e i due passi carrabili da via Parma. Oppure andare a cercare parcheggi a mezzo chilometro dalla Italgas creando disagi ai soliti cittadini inermi. Sono cose incomprensibili! 

Aggiungo che il Museo Marinaro o gran parte di esso il 10 dicembre 2020 è stato donato da Ernani e Gabriella Andreatta alla Scuola TLC e al Museo Tecnico Navale di La Spezia. Ringrazio gli Ammiragli Alberto Bianchi ex comandante di Mariscuole e Giorgio Lazio, Comandante in capo di Tirreno Nord che hanno autorizzato l’operazione. Firmatari del suddetto atto i Comandanti Nicola Chiacchietta e Leonardo Merlini.

Ma visto come ora vanno le cose ultimamente il mio prezioso Museo Marinaro è arrivato sicuramente in un binario morto. Lo lascerò in gestione all‘Associazione Culturale “Il Sestante” fondata in sinergia col Museo Marinaro e al grande esperto di stelle, S.T.V. Enzo Gaggero e l’insostituibile “deep diver” Giancarlo Boaretto. I “lucchetti sono lucchetti” e non possono essere tollerati e dimenticati con un colpo di spugna. Inoltre dovranno essere giustificati spostamenti importanti delle quali mi riservo portare alla luce in seguito! Grazie per l’attenzione.

Nelle immagini il gazebo di ingresso; le condizioni dei locali ex bar che Andreatta aveva provveduto a far pulire conferendo il materiale in discarica; i buchi per trovare una perdita che Andreatta sostiene di avere fatto richiudere a sue spese; le sale per le vaccinazioni; l’ingresso del museo, il lucchetto e la lettera che limita l’accesso.

Ernani “Nanni” Andreatta
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