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Politica

Chiavari: dal caso Ankara alla prigionia di Patrick Zaki

Da Luca Garibaldi consigliere e capogruppo regionale Pd riceviamo e pubblichiamo

Ciao,

In questi giorni ha girato questa immagine su tutte le bacheche e le pagine dei giornali: il deprimenti caso rinominato “sofa gate”: la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, lasciata in piedi senza una sedia, prima, e relegata ad un divano lontano dagli altri due presenti, dopo. La Presidente era in visita al Presidente turco ad Ankara, insieme al Presidente del Consiglio Europeo Michel, e solo a quest’ultimo è stata riservata una sedia a fianco dell’ospite.
Il gesto terribilmente maschilista portato avanti dal Presidente Erdogan è stato il centro dei commenti di questi giorni, più secondario, nei commenti, invece è stato il comportamento del Presidente Michel: lui non si è alzato per lasciare sedere Ursula Von der Leyen.

Se il comportamento del Presidente turco purtroppo non meraviglia, quello di Michel sì: meraviglia e fa rabbrividire. Erdogan si è macchiato, e continua a macchiarsi, di gravi violazioni dei diritti umani e civili, giorno dopo giorno, dall’inizio della sua Presidenza: l’ultimo terribile atto è stato quello di ritirare il suo paese dalla Convenzione di Istanbul, proprio quella Convenzione che nel 2012 vedeva la Turchia come primo paese ratificatore, che difendeva le donne vittime di violenza domestica e delle mutilazioni genitali.

Non essersi alzato per dare la sedia alla Presidente della Commissione Europea non solo significa mancare di rispetto a lei, significa in qualche modo, avallare quel comportamento sessista e maschilista, perché i comportamenti di misoginia non sono solo quelli plateali, ma sono anche quelli di chi si gira dall’altra parte, di chi sogghigna, di chi non prende parte, di chi non parla e di chi decide di non intromettersi nel cerimoniale di un “dittatore di cui però si ha bisogno”.
 

VACCINI, NUOVA PROGRAMMAZIONE.
 
La campagna di vaccinazione è l’obiettivo su cui si concentra l’attenzione di tutti, e ogni Paese la sta affrontando cercando di tenere insieme diversi aspetti. Velocità di vaccinazione, approvvigionamento dei vaccini disponibili, priorità di somministrazione a partire dai più fragili, e vigilanza sull’efficacia e sicurezza dei vaccini.
 
In questo quadro, nel giro di poco più di un mese, le autorità regolatorie del farmaco si sono espresse sulle modalità di somministrazione di Astrazeneca.

Una nota positiva: il fatto che ci sia un controllo attentissimo in merito alle reazioni avverse e la ricerca di eventuali correlazioni, significa che la farmacovigilanza – così si chiama – rende i vaccini sempre più sicuri nella loro somministrazione. E che, anche di fronte a rarissimi casi dubbi, il sistema si attiva e dispone in maniera più precisa le modalità di somministrazione.
La nota negativa è invece di comunicazione e di mancato coordinamento tra i vari stati: in questi giorni si è sviluppata una ulteriore messa in discussione del vaccino Astrazeneca, che non è stata accompagnata dalle iniziative necessarie per spiegare che il vaccino è sicuro, e che occorre proseguire la campagna di vaccinazione.
 
Una ondata emotiva e di preoccupazione, legittime, di fronte alle informazioni che sono circolate in queste settimane e che hanno portato molti ad avere timore, anche di fronte ai dati che spiegano bene l’importanza e la sicurezza dei vaccini.
Alla fine di questa settimana, le autorità hanno disposto – a livello nazionale – l’utilizzo prioritario di Astrazeneca per gli over 60. Un dato che sta comportando la riprogrammazione della campagna di vaccinazione nazionale, a cui anche le Regioni devono adeguarsi.
 
La situazione della nostra Regione è ancora più complicata. Nel senso che continuiamo a veleggiare tra le ultime posizioni in classifica, e allo stesso tempo continuiamo ad avere più di centomila dosi di vaccino da distribuire, non essendo però ancora riusciti a vaccinare gli over 80.
In Liguria non mancano i vaccini, manca la strategia e un piano che parta dai più fragili. Con le dosi attuali, si potrebbe erogare la prima dose per gli over 80 e i fragili già entro la fine del mese, e non farli aspettare oltre maggio. E la necessità di rifare le agende, e riprogrammare la campagna, alla luce degli ultimi eventi, dovrebbe avere come obiettivo prioritario proprio questo: accelerare il più possibile nel proteggere i più fragili, che vanno vaccinati per primi.
 
E invece il quadro è sempre più confuso, tra hub che partono e centri che rimangono senza vaccini: in tutto ciò, si verifica pure l’incapacità di gestire la comunicazione del piano con una card che annunciava la programmazione per gli over 60 sfuggita dalle chat dello staff di Toti, a ingenerare confusione su confusione. Lunedì c’è una Commissione speciale sul tema “piano regionale vaccini”.
Chiederemo di fare chiarezza lì, su numeri di vaccinati, tempistiche, azioni, per uscire dal caos e garantire percorsi chiari ed efficaci a tutti.
 
IL NIPT TEST GRATUITO PER LE DONNE LIGURI

Sulla proposta del Nipt Test avevo già lavorato lo scorso mandato, ma con l’avvento della pandemia, purtroppo, anche questa pratica è stata posticipata sino a questi giorni. Martedì scorso infatti finalmente, si è discusso di questo importante Ordine del Giorno che mi vede come primo firmatario. Tutto il Consiglio Regionale ha votato a favore, e tutti i gruppi consiliari hanno voluto apporre la propria firma: tutte le donne liguri, non importa di che età, che ne avranno bisogno potranno accedere in forma gratuita al Nipt Test.
 
Si tratta di un esame molto importante per le donne in stato di gravidanza, assolutamente sicuro sia per la donna che per il feto, e che ad oggi non era possibile fare, se non con un grosso esborso di denaro, con il risultato che molte donne si trovano costrette a rinunciare ad uno strumento di prevenzione e controllo così importante. Sono orgoglioso e molto soddisfatto di questa decisione, al momento sarà in partenza in via sperimentale: nei prossimi tempi monitorerò affinché l’iter per la messa in atto sia il più rapida possibile, perché le famiglie non debbano più rinunciare, aspettare o pagare per un test assolutamente necessario.


LA LIGURIA E LA CITTADINANZA ITALIANA PER PATRICK ZAKI
 
Già negli scorsi mesi vi avevo anticipato che avevo presentato un Ordine del Giorno per chiedere che la Regione Liguria si muovesse nelle sue competenze per far sì che a Patrick Zaki venisse concessa la cittadinanza onoraria.

Tutti i capigruppo avevano firmato l’ordine del giorno in aula ma quello della Lega, Stefano Mai, si era rifiutato. La discussione quindi è stata poi posticipata sino alla settimana scorsa, dove in aula i capigruppo delle altre forze politiche hanno confermato le loro intenzioni, e lo stesso ha fatto Stefano Mai e la Lega: avrebbero firmato e votato favorevolmente solo se si fosse tolto dall’Ordine del Giorno la richiesta di Cittadinanza. Ovviamente non ho accettato la sua richiesta, perchè la concessione della cittadinanza non è solo simbolica: è diritto alle visite mediche e di accesso, è dichiarare che Zaky è un cittadino italiano a tutti gli effetti.

Con tutto il Consiglio Regionale favorevole e i 6 voti della Lega di astensione, la Liguria è la prima Regione che lo dichiara esplicitamente: a favore di questo ragazzo, studente dell’Università di Bologna, che da quasi un anno è incarcerato nelle prigioni del Cairo, senza essere mai stato sottoposto ad un giusto processo, continuando subire quotidiane violazioni dei diritti umani.

E’ TEMPO DI ALZARE LA VOCE

Mercoledì 14 alle ore 21 sarò ospite di una diretta su Instagram. Gli ultimi fatti accaduti e denunciati sugli autobus di Genova, non possono più essere ignorati: vanno presi dei provvedimenti, vanno costruiti percorsi e queste tematiche vanno affrontate con la sensibilità giusta, perché le vittime non si sentano in imbarazzo a parlarne e perché siano assolutamente ascoltate con la dovuta serietà.
 
I Giovani Democratici della Liguria hanno organizzato questo incontro con Benedetta Motta, responsabile della Sinistra Universitaria, Sofia Di Patrizi, dei Giovani Democratici Liguria e Benedetta Castellaro, l’attivista che attraverso una lettera pubblicata sui social ha costretto tutte le Istituzioni a vedere il problema (Brava!).

Mi hanno invitato a partecipare, anche per parlare della Proposta di legge su cui sto lavorando circa l’educazione all’Affettività.

Nei prossimi giorni, vi ricorderò questo importante appuntamento.

TRA LOTTA ALLA PANDEMIA E L’OSSERVATORIO SULLA CRIMINALITÀ
 
Domani si terrà la seduta del Consiglio Regionale in cui verranno discusse importanti pratiche, a tema Covid e lotta alla pandemia e su un paio di argomenti, non strettamente collegati alla campagna vaccinale:
 
La scelta della Regione, e in particolare della Lega, di chiudere dopo 15 anni l’Osservatorio sulla sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità, è un segnale molto preoccupante. Per questo ho presentato un’interrogazione per chiederne le ragioni;
Avere la possibilità di fare uno screening agli studenti, sarebbe sicuramente un metodo per contrastare il dilagare della pandemia: ho depositato un’interrogazione perché venga presa in considerazione questa possibilità di controllo tra i ragazzi che tornano e torneranno a scuola;
Ci sono molte persone che stanno rinunciando al vaccino, con il risultato, tra gli altri, che ogni giorno, ogni hub si ritrova ad avere vaccini extra non utilizzati: ho chiesto di inserire la possibilità di creare delle liste di riserva di persone, fragili o con età avanzata, da inserire in queste liste in modo che i vaccini non vengano sprecati;
La campagna in Liguria per la vaccinazione degli ultrafragli sta andando malissimo, ogni giorno io e i miei colleghi riceviamo denunce di tantissimi ultrafragili che non sono ancora stati contattati dalle ASL per prenotare e ricevere il vaccino: ho chiesto nel dettaglio i dati di questa parte della campagna, quante persone sono state conteggiate come ultrafragili, quante sono già stata vaccinate e quante stanno ancora aspettando di essere contattate. Vi terrò informati, anche a seconda di queste risposte mi mobilierò immediatamente;
  
IL PD LIGURE VERSO IL CONGRESSO
 
Venerdì sera si è tenuta l’Assemblea Regionale del PD, in videoconferenza. 
L’Assemblea ha definito con un voto il fatto che si farà il Congresso entro luglio, come proposto dal segretario uscente Simone Farello. Parto da questo, che mi sembra l’aspetto più importante, e riassumo quello che ho detto e di cui sono fortemente convinto.
 
Noi abbiamo bisogno di un Congresso, perché abbiamo la necessità di ripensare il PD in Liguria. Abbiamo bisogno di sedi di discussione tra iscritti e non iscritti sulla Liguria dopo il Covid: come attuare la transizione verde nella nostra Regione, come ripensare in una logica di prossimità i beni comuni – scuola, salute, welfare.
 
Come affrontare le crescenti disuguaglianze che ci sono e che ci saranno sempre di più nella nostra regione. Abbiamo l’urgenza di affrontare il tema della democrazia paritaria, nel nostro partito e nella società, e di un rilancio generazionale, perché c’è la necessità di garantire l’accesso al futuro delle nuove generazioni. Il tutto accompagnato dal fatto che in Liguria da troppo tempo non discutiamo, che molte delle riflessioni sono ancora con lo sguardo verso il passato, con quella cultura degli alibi che non ci consente di fare alcun passo avanti.
 
Non c’è bisogno di rivalse in un Congresso, ma di un riscatto di una comunità, che deve saper costruire assieme le ragioni del perché lottare per cambiare la società in cui si vive: giovani, donne, salute, lavoro, beni comuni, diritti. 
 
E ci sono tanti – iscritti e non iscritti – che si aspettano questo dal PD, ad ogni livello. Un Partito che non parli di se stesso, delle sue incomprensibili geografie interne, ma che esprima con più forza la propria funzione. Da che parte sta, e la radicalità con cui agisce. In Liguria, c’è molto da fare, e molto da recuperare. Sia nei contenuti che nei toni con cui si discute. Zingaretti prima e Letta poi hanno lanciato l’allarme contro il correntismo esasperato che soffoca il Pd.
 
Nel suo intervento all’Assemblea Nazionale Letta ha parlato di senso del limite, del decoro e del rispetto come modalità di discussione interna. Da quanto ho letto in queste settimane sul dibattito interno al PD in Liguria, mi pare che ci sia ancora molto da fare.
 
E il Congresso servirà se sapremo intendere questa lezione ed essere un partito di prossimità, degli ultimi, di chi sta dove c’è il conflitto, chi si fa interprete diretto delle rabbie e delle preoccupazioni, e che si presenti con idee nuove e volti credibili.
 
E’ questa la sfida: tutto il resto è secondario, a mio avviso.
 
IN DIRETTA: CAOS VACCINI IN LIGURIA
 
Vi lascio il link all’ultima diretta che ho fatto, nel caso ve la foste persa, con la Sindaca di Sestri Levante, Valentina Ghio, sulla campagna vaccinale e sul caso AMIU che si sta svolgendo in Città Metropolitana.
 
Come al solito, vi do appuntamento a sabato prossimo alle 14.30.