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Cronaca

Portofino: nel parco tiro con l’arco a sagome di animali

Da Antonio Leverone, Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino – Osservatorio Ambientale, riceviamo e pubblichiamo

Hanno aperto la caccia con l’arco nel Parco di Portofino? Ritorno sull’argomento. Così avevo pensato lo scorso Settembre 2020 alla domanda che una mia nipotina mi avrebbe fatto se avesse mai visto quelle immagini che avevo ricevuto, della gara di tiro con l’arco svolta nel Parco.

Oggi 11.4.21 nel Parco di Portofino mentre scrivo si sta svolgendo una seconda edizione, pare anche con sfoltimento di alcune aree di vegetazione per creare gli spazi di tiro. La mia nipotina, particolarmente sensibile nei confronti degli animali e a conoscenza della situazione di tutela del Parco di Portofino, avrebbe ancora raggrinzato il naso gettando a terra il suo disappunto, come fa quando è molto arrabbiata. In queste sette righe è contenuta la mia indignazione per come da tempo viene gestito il Parco regionale di Portofino.

E’ dal Dicembre 2019 che il parco regionale è stato commissariato dalla Regione “per meglio gestire e armonizzare la gestione”. In funzione di tale situazione, senza un consiglio, senza una comunità del parco operativa, il parco regionale di Portofino, noto a livello mondiale e enfatizzato quale patrimonio ligure di tutela viene “armoniosamente” gestito dal solo commissario Donadoni.

Non un efficace controllo territoriale, il parco ha in organico da tempo una sola guardia,e forse neppure quella; non una attenta gestione della presenza di cinghiali e capre inselvatichite, non una costante e programmata manutenzione e messa in sicurezza della estesa rete dei sentieri.

Per non parlare della mancanza di approvazione dei bilanci consuntivi e di programmazione. L’ex Presidente e ora Commissario del Parco, sindaco di Santa Margheritra Donadoni in modo sistematico e strutturato ha introdotto le Mountain bike, impegnando risorse pubbliche sulla apertura di nuovi sentieri dedicati, la trasformazione di esistenti, la segnaletica, innescando un evidente e segnalato conflitto di utenza tra il tradizionale andar in montagna (lentezza, osservazione, meditazione) con il correre finalizzato all’uso del mezzo tecnico, spesso con arroganza e disordine.

La particolarità dei luoghi e i limiti di spazi e sentieri fruibili del parco di Portofino dovevano suggerire la scelta di altre zone più idonee a cornice dell’aerea parco. In tempo di pandemia, in una tale situazione gestionale, si autorizzano attività come il tiro con l’arco.

La determina dirigenziale del 2020 del Comune di Santa Margherita,spiega: “Con questa deliberazione la Giunta Comunale :- ha ritenuto la suddetta iniziativa di interesse pubblico e rispondente alle finalità perseguite dall’amministrazione in materia di sviluppo sportivo e turistico”. Peccato che si permetta di esercitare una attività non certo educativa. Mi limito a esprimere ancora la personale indignazione per un unico fattore: quale messaggio, in particolare per le giovani generazioni, c’è in tutto questo considerando che la maggior parte delle sagome riproducono animali protetti.

Hanno aperto la caccia nel parco di Portofino ? Certo che no! potrò rispondere con forza alla mia nipotina; tra me pensando: ma dobbiamo stare attenti a chi ne affidiamo la futura gestione, se mai ci sarà una gestione.