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Fiori all'occhiello

L’autorità familiare

La famiglia Soler (fiori all'occhiello)

E’ frequente ritrovare nella biografia di personalità del passato, ma anche nella storia comune di molti, una volontà familiare che, in forza di lapidaria autorità, intende imporre ai figli un percorso, un ideale di esistenza.

Tale imposizione si orienta nello spegnere sul nascere ogni eventuale alternativa velleità, nei cui confronti la famiglia  disconosce valore e, in molti casi, scarsa potenzialità remunerativa.

Certamente, questo aspetto enuclea, al passato come al presente, l’ardua battaglia che, talvolta soccombendo ai desideri altrui, alcuni debbono sostenere per tentare di esaudire le proprie scelte e di evadere da pervasive logiche familiari.

La questione non è di poco conto, considerato che l’individuo contemporaneo, come nel passato,  viene non di rado immolato sull’altare di un destino prescelto da altri.

Si può anche osservare, nell’esempio del rito di passaggio inter-generazionale, che i figli si indirizzino motu proprio in una specifica direzione, inclinandosi convintamente al conformismo dei dettami affettivi familiari.

Sia come sia, questa sorta di ominazione non prevede margini di manovra, producendo, in nome di un traguardo eterodiretto, una netta dicotomia tra la vision personale della propria esistenza e quella esterna tele-guidata.

L’ assurdità di cui, scomodando Albert Camus, l’uomo è impersonificazione, diviene una componente inesausta in specie quando si rivolge alla contrazione del destino individuale.

Se, da un lato, la famiglia sospinge e condiziona la prole in nome di un impellente presupposto di concretezza sociale, a tratti irragionevole quando reprime ogni diversione e inibisce ogni attitudine alternativa; dall’altro, le chances di ricavare uno spazio adeguatamente armonico tra le esigenze esprimibili, diviene motivo emotivamente compromesso, il cui esito favorevole non è per niente scontato nel tempo.

In ragione di ciò, il richiamo al privilegio del ruolo e ad inter-azioni prestabilite esercita un condizionamento tanto implacabile, quanto invasivo.

In conclusione, ciò trova sintesi nella ricerca elitistica  sagomata in taluni input familiari e nel costante perseguimento di un’idea di profitto che, coinvolgendo l’altrui esistenza, malgrado gli intenti iniziali, rischiano di cogliere molto lontano dal segno.

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