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Oltre 16.000 strutture interessate

Sono 120.000 i posti di lavoro a rischio con lo slittamento della riapertura di palestre e piscine

Il comparto del wellness, fra aziende, associazioni e cooperative sportive, vale circa 10 miliardi all’anno di fatturato e da quando è scoppiata l’emergenza Covid ha potuto lavorare solo 6 mesi con perdite economiche rilevanti

Il 25 di maggio è la data di riapertura per le palestre.

Lo slittamento della riapertura di palestre e centri wellness mette a rischio un settore che a livello nazionale coinvolge 120mila operatori in oltre 16mila strutture da nord a sud della Penisola. E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento al prossimo DPCM del Governo che deve decidere sulla ripartenza delle attività in Italia.

Il comparto del wellness, fra aziende, associazioni e cooperative sportive, vale circa 10 miliardi all’anno di fatturato e nell’ultimo anno da quando è scoppiata l’emergenza Covid – evidenzia l’analisi di Uecoop – ha potuto lavorare solo 6 mesi con perdite economiche rilevanti, appassionati in attesa di poter riprendere l’attività, istruttori a casa e macchinari e spazi inutilizzati. Le conseguenze del blocco rischiano di farsi sentire a lungo anche in caso di riapertura immediata considerato che – sottolinea Uecoop – ci sono da smaltire gli abbonamenti sospesi e non usufruiti attivati prima del lockdown dell’attività.

Fra i 20 milioni gli italiani che praticano una qualche forma di sport 1 su 4 (25,2%) si dedica a ginnastica, fitness, body building o aerobica – spiega Uecoop – il 23% gioca a calcio e più del 21% è appassionato di sport acquatici, secondo Istat. Con il blocco anti contagio questa popolazione di atleti più o meno allenati si è rassegnata al divano o ha dovuto trovare soluzioni alternative come – sottolinea Uecoop – creare mini palestre private in cantina o in salotto e facendo balzare verso l’alto i prezzi delle attrezzature.

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