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Cronaca

Monterosso: biglietti maggiorati, assemblea pubblica e ricorso

Da Patrizia Lombardo riceviamo e pubblichiamo.

Giovedì 31 gennaio a Monterosso si è tenuto il 2° incontro tra i cittadini delle Cinque Terre e i ricorrenti contro la tariffa maggiorata. I ricavi della vendita dei biglietti per le Cinque Terre risultano pari alla metà dei ricavi da tariffa dell’intera Liguria. Chiesto il cambiamento delle regole del Contratto di Servizio con Trenitalia

Ad una settimana dall’incontro di Riomaggiore, si è tenuta la 2a assemblea pubblica nella Sala Consiliare del Comune di Monterosso. L’incontro era organizzato dal comitato di residenti, pendolari ed operatori economici delle Cinque Terre impegnato in una vertenza legale al TAR ed era l’occasione per illustrare ai cittadini le vicende che in 3 anni hanno portato a depositare ben 5 ricorsi contro la tariffa maggiorata oltre che per ottenere trasparenza sui ricavi del 5TerreExpress .

All’incontro ha partecipato anche il Consigliere Regionale Michelucci, del PD, che dall’opposizione sta seguendo la partita del trasporto pubblico e in particolare del trasporto ferroviario.

A margine dell’assemblea è invece intervenuto il Consigliere De Ferrari, del M5S, che aveva affrontato il Contratto di Servizio con Trenitalia assieme al capogruppo del PD Lunardon in Commissione Trasporti. In quella sede erano stati già approfonditi alcuni dei temi trattati ieri .

Nonostante anch’essi avessero richiesto di conoscere i dati economici del Contratto di Servizio, non vi avevano avuto accesso; sono quindi stati anche per loro una novità gli elementi che hanno permesso di quantificare i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti per le Cinque Terre in 38 milioni di euro per il solo 2017, anno per il quale il Contratto ponte 2015-2017 prevedeva 68,3 milioni derivanti dalla vendita dei biglietti in tutta la Liguria…

I ricavi da tariffa delle Cinque Terre coprirebbero quindi da soli circa la metà dei ricavi dell’intera regione.

Alla luce di questo dato sono stati analizzati anche gli aumenti tariffari del 46% circa previsti per i prossimi anni dal Contratto di Servizio 2018-2032, da applicarsi ai biglietti ordinari che, a seguito del rincaro del 48,9% tra il 2008 e 2018, secondo il report Pendolaria di Legambiente, sono già ora tra i più cari d’Italia.

L’aumento si applica ovviamente anche ai biglietti maggiorati: alla fine dei rincari previsti una coppia in vacanza a Bonassola per venire a cena a Monterosso pagherà di solo treno andata e ritorno dai 28 ai 30 euro!

Secondo i residenti, pendolari e operatori economici, queste tariffe non sono solo aberranti in sé, ma sono anche giustificate in modo insoddisfacente dall’autorità preposta, la Regione, e si richiede pertanto la pubblicazione degli allegati economici e finanziari che secondo l’Autorità Regolatrice dei Trasporti devono essere disponibili a qualunque cittadino.

Tanto più che il Presidente Toti, in occasione dell’intesa per trasformare la stazione della Spezia Migliarina in un hub turistico, dichiara che “stiamo puntando a creare le condizioni per gestire fluissi sempre più importanti” (CdS 31.1.19) e quindi, si suppone, a creare anche le condizioni per ulteriori introiti per il vettore.

Residenti, pendolari e operatori delle Cinque Terre chiedono ancora una volta che la Regione, come pure il Ministero dei Trasporti, si ponga finalmente in una posizione di ascolto delle esigenze espresse da ormai 3 anni dai cittadini ed elettori.

Monterosso, 1 Febbraio 2019

I cittadini ed i rappresentanti delle categorie sostenitrici del ricorso al TAR