Camogli: Chiesa di San Nicolò di Capodimonte, i "Pilastri della natura" - LevanteNews
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Camogli: Chiesa di San Nicolò di Capodimonte, i “Pilastri della natura”

Dall’Ente Parco di Portofino riceviamo e pubblichiamo. Di Benedetto Mortola.

Nicco Kermesse è la proposta del nome della serie di iniziative che con l’impegno e il patrocinio del Comune di Camogli e dell’Ente Parco di Portofino, nonché con la collaborazione della Comunità di Punta Chiappa e dell’Associazione per la Valorizzazione Turistica di San Rocco di Camogli, si intendono condurre a San Nicolò di Capodimonte per porre un ulteriore motivo di interesse per la visita al borgo e alla chiesa.

Gli aspetti organizzativi e istituzionali saranno coordinati dal ViceSindaco di Camogli Elisabetta Anversa e dal Direttore del Parco di Portofino Alberto Girani, gli aspetti contenutistici culturali da Flavia Motolese e Guido Risicato anch’essi firmatari del Manifesto per l’Arte a Portofino (al quale tutti si ispirano), quelli tecnici da Benedetto Mortola ed Enrico Alexis, mentre gli aspetti organizzativi locali sono affidati a Ciro Scognamiglio, custode della Chiesa di San Nicolò di Capodimonte e ai Presidenti delle Associazioni locali Pia Bozzo e Sonia Gentoso, rispettivamente per Punta Chiappa e San Rocco.

La proposta intende costituire attorno a sé una raccolta di forze positive per la rinascita di San Nicolò e lo spunto per una riflessione partecipata localmente sul futuro della località, anche in quanto sede di attività culturali e artistiche di livello.

Abbiamo scelto Nicco, non solo in quanto affettuoso rimando a San Nicolò, e con esso allo scomparso Niccolò “Nicco” Maggiolo che tante energie aveva dedicato al borgo, ma anche pensando a Nicco come acronimo: N come Natura, in quanto la location è parte integrante di uno dei luoghi paesaggistici più belli e preziosi della Liguria, I come Incontro ed Impegno perché il progetto nasce per far convergere e mettere in relazione persone e contenuti, C come Cultura, Conoscenza e Contemporaneità che sono gli obiettivi a cui ci ispiriamo, infine O come Offerta, quella che si vuole proporre a tutti i visitatori per riscoprire il valore del nostro patrimonio umano e artistico.
La proposta delle prime tre iniziative intende avviare un percorso sperimentale che si intende di lunga durata, per creare l’abitudine di trovare nel Borgo un nuovo motivo di visita lungo tutto l’arco dell’anno.

La prima iniziativa: “Pilastri della natura” consiste nell’esposizione delle sculture di Roberto Scarpone all’interno della Chiesa di San Nicolò, la mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile dal 10 febbraio al 17 marzo 2019 con orario 9,30 – 13 e 15-17,30. L’inaugurazione tenuta dal Vicesindaco di Camogli Elisabetta Anversa, peraltro anche Assessore alla Cultura, avverrà domenica 10 febbraio ore 11:00 in loco con un incontro con l’autore e la curatrice Flavia Motolese, seguirà un rinfresco. Si potrà giungere all’evento direttamente o con appuntamento nella mattina 9,00 alla Stazione di Camogli o alle 9,45 sul piazzale di San Rocco, accompagnati da una Guida Ambientale ed Escursionistica del Parco. L’iniziativa si terrà in caso di pioggia presso il teatrino di San Rocco.

Con analogo format si svolgeranno le altre iniziative già programmate:
“Myricae” fotografie di Remo Bernardello e Alberto Girani
Da Virgilio Non omnes arbusta iuvant humilesque Myricae (non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici) dalla IV Bucolica, ripresa da Pascoli per l’omonima raccolta di poesie.
In concomitanza dell’arrivo della primavera.
Inaugurazione il 23 marzo 2019 da parte di Flavia Motolese e incontro con gli autori.

“La Riviera nell’Archivio fotografico Gaetano Canepa”
In concomitanza dell’arrivo della Pasqua, con la partecipazione di Top Market Genova, proprietaria dell’archivio, verranno esposte oltre 20 fotografie storiche della riviera di levante, suddivise tra la sede di P46 Gallery a Camogli (con inaugurazione: 13 Aprile 2019) e San Nicolò (con inaugurazione il 14). La presentazione dell’iniziativa sarà da parte di Elisabetta Anversa e Guido Risicato.

Roberto Scarpone
Pilastri della natura

L’arte di Roberto Scarpone è un’arte del recupero e della metamorfosi: le sue sculture prendono vita da resti di alberi secolari ormai in disfacimento. Radici e cortecce, segnate dal tempo e dalle intemperie, che l’artista sceglie per le loro peculiarità e la loro capacità espressiva. Le fibre legnose, i solchi e i nodi sono segni del processo di crescita della pianta, degli sforzi compiuti per sopravvivere e rappresentano il travaglio della vita, marcato dai suoi forti contrasti: la bellezza, il dolore, la gioia, l’energia e la morte. Una sintesi universale del ciclo vitale che accomuna tutte le forme viventi, una simbologia astratta in grado, però, di trasmettere il suo messaggio con un’immediatezza inconscia e di antropomorfizzare la scultura.

Il legno abbandona le sue connotazioni originali, acquisendo un aspetto che induce a cercare altre forme in ciò che si sta osservando, molte opere sono simili a corpi in tensione e le loro ombre riflesse generano visioni oniriche e stranianti.

Scarpone non piega il legno alla sua volontà, ma è la sua ispirazione che si adatta ad esso, che ne accompagna le conformazioni per esaltarle, senza forzarle o alterarle. È una poetica rispettosa della struttura naturale che si ricollega all’idea michelangiolesca di una presenza primigenia dell’opera all’interno della materia. Una metamorfosi che dona nuova vita alla materia ormai inerme e la reinterpreta per sublimarne le forme preesistenti.

L’albero, nell’immaginario comune, viene identificato maggiormente con l’idea di staticità che di movimento, Scarpone ribalta questa visione donando grande dinamicità alle sue sculture. Eternato in un imperituro tempo sospeso, il legno sembra librarsi come sciolto da ogni vincolo, acquisendo leggerezza e flessuosità. L’artista sembra forgiare con l’aria le sue opere, il legno, perso ogni limite imposto dalla natura, sembra voler sfidare le stesse leggi di gravità che lo legavano al terreno.

Flavia Motolese