Monterosso: mostra per i 60 anni della Chiesina della "Madonna Brutta" - LevanteNews
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Monterosso: mostra per i 60 anni della Chiesina della “Madonna Brutta”

Dal Parco Nazionale delle Cinque Terre riceviamo e pubblichiamo

Da oggi a domenica 10 settembre, nell’ambito delle celebrazioni della festa annuale della Madonna di Fegina una mostra documentale espositiva allestita dal Comune di Monterosso al mare sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente ne ricostruisce la storia. L’evento rientra nelle celebrazioni per i 400 anni del Convento dei Cappuccini di Monterosso che per anni hanno gestito la Chiesa di Fegina, come poi i Discepoli dell’istituto padre Giovanni Semeria

La mostra sara’ ufficialmente presentata in occasione della processione e della santa messa in programma a Monterosso Fegina sabato 8 settembre alle 18,30, alla presenza del Sindaco di Monterosso Emanuale Moggia e delle autorità religiose della diocesi e di Monterosso. La chiesina di Fegina dedicata a santa Maria nascente fu eretta a fine seicento come cappella e oratorio privato del cardinale Saporiti la cui famiglia – il loro stemma seicentesco è ancora inciso sul muro della chiesetta- era proprietaria della adiacente villa sul lungomare di Fegina, poi divenuta villa Cavallo. Napoleone Bonaparte conquistata la Liguria, la fece sconsacrare vietando le celebrazioni nei luoghi di culto privati. La cappella divenne prima depandance abitativa di villa Cavallo e a inizio Novecento deposito per rimessaggio invernale di barche e gozzi. Nel gennaio del 1959, su richiesta del Vescovo di Luni-La Spezia – come da documentazione per la prima volta esposta al pubblico nella mostra messa a disposzione dai loro eredi- Gino e Bebe De Andreis la acquistarono da privati e la donarono, ristrutturandola, alla Parrocchia di Monterosso che la consacrò finalmente a luogo di culto pubblico come Chiesa parrocchiale di Monterosso per la comunità di Fegina.

De Andreis insieme alla rinata e restaurata Chiesina di Fegina donò alla Parrocchia di Monterosso anche le due statue in ceramica collocate in nicchia in facciata, opera del grande artista genovese Emanuele Luzzati. Le due statue sono raffigurazioni di sant’Andrea (patrono della omonima famiglia De Andreis) e san Domenico (patrono della famiglia del poeta Eugenio Montale, alla quale i De Andreis erano imparentati per linea materna).