Chiavari: Di Capua replica a Levaggi sulla Fara - LevanteNews
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Politica

Chiavari: Di Capua replica a Levaggi sulla Fara

Dall’ufficio stampa del Comune di Chiavari riceviamo e pubblichiamo

Dopo le ultime dichiarazioni del gruppo consiliare di minoranza “Noi di Chiavari”, il sindaco Marco Di Capua intende replicare.

“Il consigliere di minoranza Levaggi lamenta che il mio intervento in consiglio comunale sia stato di tipo tecnico, ma non poteva essere altrimenti: il testo dell’interpellanza era chiaro e necessitava chiarimenti particolari, mentre il gruppo consiliare voleva la caciara”.

Il sindaco di Chiavari sottolinea ancora una volta “che la variante alla Fara sta seguendo l’iter dell’accordo di programma firmato proprio da Levaggi. E’ stato lui a introdurre norme di flessibilità progettuale che escludono l’intervento del Consiglio Comunale per le modifiche richieste. E’ sempre lui ad aver previsto un collegio di vigilanza che, ancora oggi, è formato dagli stessi soggetti che ne facevano parte durante la sua amministrazione. Di cosa si duole? Evidentemente non è capace neanche di leggere gli atti che ha sottoscritto. Ma a questo, ormai, siamo abituati. La parte più simpatica dell’intervento della minoranza in consiglio comunale riguarda la perdita di futuri posti di lavoro: dove sarebbero stati occupati i 40 dipendenti di cui parla il gruppo “Noi di Chiavari”? Sarebbero stati tutti massaggiatori della spa? Chi gli ha fornito dati così esuberanti? Neanche la Spa del Mandarin Oriental di Milano ha così tanti dipendenti! La Colonia Fara non ha una concessione balneare e, quindi, anche le cabine eliminate possono determinare una perdita di posti di lavoro? Forse vuole confondere i chiavaresi… e fa confusione con coloro che saranno gli occupati nell’albergo e nei ristoranti.”

“Il consigliere Levaggi stia sereno – continua il sindaco – i suoi goffi tentativi di minare la solidità della mia maggioranza sono vani: ricordo a lui, e al suo gruppo, che a 14 mesi dall’inizio del suo mandato aveva già licenziato, o fatto fuori per sete di potere dei suoi adepti più prossimi, Mario Maggi, Pierluigi Piombo, Fiammetta Maggio, Emilio Cervini e Gianni Giardini, e, a distanza di qualche mese, anche l’assessore al bilancio Renato Olivieri avrebbe rinunciato all’incarico.
Cita a sproposito il Presidente del Consiglio affermando che avrebbe un qualche interesse o un qualche ruolo? Ma quale interesse? Lo comunichi se ha dati precisi. Questo è il classico metodo utilizzato dai vecchi politici democristiani: gettare scredito su gli avversari, senza prove verificate. Sappiamo, perché risulta dagli atti, che a suo tempo l’avv. Segalerba ha seguito la vendita e l’approvazione del progetto, ma come libero professionista che ha semplicemente svolto il suo incarico, peraltro terminato da tempo. Inoltre, come già detto, la politica, in forza dell’accordo di programma firmato proprio da Levaggi, non ha parola in questa modifica progettuale. Sono solo i tecnici (gli stessi dell’era Levaggi) che compiono le scelte in base alle regole fissate dallo stesso e, se la politica intervenisse, commetterebbe un abuso.”

Conclude Di Capua “della scarsa credibilità e capacità amministrativa di Levaggi se ne sono accorti i cittadini che lo hanno pensionato anticipatamente lo scorso anno. Purtroppo, ancora oggi, non riesce a darsi pace: rosica. Nel 2012 aveva vinto per soli 17 voti e dopo 5 anni è stato mandato a casa dai chiavaresi con uno scarto di 806 voti, pur avendo mosso gruppi di potere, politici regionali e nazionali. Probabilmente l’unico sindaco a non essere confermato dopo il primo mandato, a differenza dei comuni limitrofi.
Infine, è necessario ricordare che la consigliera Silvia Garibaldi in un primo momento strillava allo scandalo per la svendita della Fara, poi, mano a mano che sono passati gli anni, prendendo parte all’associazione Virtus et Probitas in Re Publica Chiavari e sottoscrivendo il patto del nostralino, è stata folgorata da Levaggi (con la promessa di diventare Presidente del Consiglio Comunale, carica ricoperta oggi dal suo acerrimo rivale Antonio Segalerba) fino a diventarne devota ancella.
Ah, dimenticavo che la consigliera Garibaldi aveva già ricoperto la carica durante il mandato dell’ex sindaco Agostino… Ma anche questo fa parte dei girotondi della vita, che gli elettori hanno dimostrato di aver capito con il voto dello scorso giugno.”