Rapallo: il Panegirico di San Michele (3) - LevanteNews
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Cronaca

Rapallo: il Panegirico di San Michele (3)

Testo e foto di Marino Scarnati

Per un Sestiere e i suoi massari non esiste emozione più grande di quando si ha l’onore e l’onere di fare il Panegirico, che è la preghiera sotto forma di mortaletti a Nostra Signora di Montallegro, la Patrona di Rapallo e del suo Capitaneato, una storia di fede e devozione che si tramanda di generazione in generazione da 461 anni.

Quanto questo sia nel dna della città, oltre che nello stemma del Comune, è palpabile alla Novena dell’Alba, quest’anno quella del 1° luglio particolarmente partecipata, con persone che si recano in uno dei santuari più belli del mondo a piedi, in moto, in macchina, o con la funivia che, per l’occasione, era in funzione già dalle 4:20.
O nelle varie funzioni religiose, con il rito della messa in cassa della statua della Madonna, fino ad arrivare alla processione dell’Arca Argentea della Madonna, sempre con un grande seguito e una grande folla ad assistere.

Ci sono poi altri appuntamenti, tutti molto importanti ma per un massaro, che è il cuore e il motore delle Feste di Luglio, il clou è il Panegirico. La gioia è palpabile allo stand di San Michele, in funzione subito dopo aver bonificato la passeggiata mare e la rotonda Marconi, nonostante la stanchezza si va avanti, con la consapevolezza di aver onorato la Madonna di Montallegro e i compianti Dino Gnecco e Salvatore Faenza, che oggi, da lassù, avranno guardato e applaudito.




Gruppo di massari (foto dell’ufficio stampa del Comune di Rapallo)