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Rapallo: Salvatore Provino espone da Mercurio Arte

Testo e foto di Marino Scarnati

Fino al 30 giugno 2018, si possono ammirare alcune delle opere del pittore Salvatore Provino presso il centro esposizioni di Mercurio Arte, in Calata Andrea Doria 20, all’ingresso del porto Carlo Riva di Rapallo.
Così si presenta, nel suo sito, il maestro palermitano: “Non riesco a staccarmi dall’idea del colore come elemento della natura. Per me il giallo rappresenta la luce, il sole. Il rosso è sangue, è lava, è esplosione.”

foto Mercurio Arte

Questi gli orari di apertura al pubblico:
venerdì, sabato e domenica: mattino 10:30 – 13:00, pomeriggio 16:00 – 19:00

inflorescenza venusiana, 2007

Per informazioni:
www.mercurioarte.com
info@mercurioarte.com
02/780119; 02/36556082

segreto mediterraneo, 2007

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Salvatore Provino

Nato a Bagheria (Palermo) il 4 giugno 1943, giovanissimo si trasferisce a Roma dove frequenta lo studio del suo concittadino Renato Guttuso. Nel 1964, a soli 21 anni, la Galleria Consorti di Roma gli organizza la sua prima mostra personale che rievoca i luoghi della sua infanzia.

sguardo animista, 2007

I luoghi natali, i volti dei contadini scavati dalle rughe del tempo e dal duro lavoro, la campagna con i colori del dramma e della tragedia che rimanda alla cultura greca antica, influenzano profondamente la sua formazione artistica.

Alla fine degli anni ’60 la sua pittura si avvicina alla sensibilità di quella inglese e in particolare di F. Bacon. Si tratta del periodo figurativo in cui l’artista risente anche di influenze Sironiane e predilige soggetti che affrontano attraverso la drammaticità della figura umana le difficili condizioni esistenziali di un intera classe sociale alle prese con gli effetti del processo di industrializzazione e di sfruttamento dell’uomo.

Nel 1974 l’artista, a seguito di ripetuti incontri con il matematico-filosofo L. Lombardo Radice, attinge alla teoria di Lobacevskij circa la sfericità del corpo e la geometria intesa come struttura dello spazio fisico.
La geometria diviene sferica, le strutture sembrano levitare, le forme dinamiche, in una ricerca concettuale dove la matematica assomiglia sempre di più all’arte per l’essenza intuitiva e creativa come origine di ogni percorso teorico ed empirico.

Nel 1979 un viaggio in Perù porta Provino a vivere nella la sua pittura una straordinaria dialettica tra le geometrie e la filosofia, tra il visibile e l’invisibile.
Si inaugura dunque quello che può essere considerato a tutti gli effetti il periodo della piena maturità dove la pittura fatta di materia e colore diviene lo strumento principe per sviscerare quella ricerca espressiva di un mondo dinamico e infinito, attraverso la maniacalità dell’esecuzione pittorica e la gestualità del segno trova la strada per interpretare quello che lo spazio fisico della tela non consentirebbe.

Nel 1986 è chiamato per “chiara fama” alla cattedra di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, per poi passare all’università di Napoli dove insegna tutt’ora.

faraone assolato, 2007

A partire dagli anni ’90 si succedono mostre personali in importanti spazi pubblici nazionali alternate da prestigiose esposizioni di caratura internazionale: tanto per citarne alcune il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, Castel dell’Ovo a Napoli, Cervia ai Mazzini del Sale.

Negli anni 2000 si afferma infine come primo tra gli artisti occidentali ad esporre in Cina con una personale itinerante partita dal Museo di Pechino fino alle importanti città di Shenyang presso il Palazzo delle Scienza, proseguendo successivamente a Canton, Shangai, Honk Kong e Changshu.

(dal sito www.salvatoreprovino.it)

colosso pompeiano, 2007