Chiavari: 12 maggio 1944, le bombe colpiscono la sede dei vigili del fuoco - LevanteNews
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Chiavari: 12 maggio 1944, le bombe colpiscono la sede dei vigili del fuoco

Nessuno, fino a ieri, supponeva che gli archivi dei vigili del fuoco restituissero verbali inerenti gli interventi effettuati nel corso dell’ultima guerra, in particolare dopo i bombardamenti. Relazioni che “fotografano”  situazioni drammatiche e che nella loro semplice stesura offrono testimonianze inedite ed importanti.

E’ stato recentemente pubblicato il volume “Memorie del 36° Corpo dei Vigili del Fuoco – Genova 1840-1945”  scritto da Massimo Stucchi e Mario De Lucchi sulla base di una approfondita ricerca negli archivi; attingendo quindi a fonti ufficiali. E agli autori va dato merito di essersi dedicati a questa ricerca che immaginiamo emozionante ma faticosa, e avere svelato l’esistenza di questo patrimonio di informazioni

Il volume è edito grazie alla collaborazione della Provincia con prefazione del commissario straordinario Piero Fossati e del direttore regionale dei vigili del fuoco Renato Raggio.

Il testo parla anche delle conseguenze del bombardamento che il 12 maggio 1944 colpì Chiavari e Lavagna. Le bombe a Chiavari colpirono lo stesso stabile che ospitava il distaccamento dei vigili del fuoco che rimasero incolumi.

Così il caposquadra Luca Fittavolini relazionava il comando: “Stamattina mentre eravamo intenti ai lavori di servizio nel nostro distaccamento, siamo stati colti di sorpresa da un’incursione aerea nemica che, a grandi formazioni d’aerei, era entrata dal mare…Un attimo di sgomento al sentire avvicinarsi del fischio sinistro delle bombe, Poi tutto ad un tratto grandi esplosioni a pochi metri da noi e con crollo di case vicine e parte dello stabile del nostro distaccamento,… alcune grida di soccorso giunsero dal primo piano sopra la nostra casermetta, Erano queste le voci della famiglia Gaietto rimasta bloccata…a mezzo scala italiana riuscimmo a mettere in salvo quattro persone e cioè: la signora Assereto Anna vedova Gaietto, le figlie Maria Rosa e Renata e la signora Liliana Macerata in Marengo. Poi si partiva con l’autopompa in corso Dante…”

Qui furono salvate due persone e recuperate due salme; in via Piacenza fu effettuato un salvataggio e individuate quattro salme. Le operazioni,furono compiute con i vigili del fuoco di Nervi , militari della Marina e l’intervento di unità cinofile e si protrassero per vari giorni.

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