Camogli: tonnara, si prepara il "varo" - LevanteNews
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Camogli: tonnara, si prepara il “varo”

di Consuelo Pallavicini

Sul molo di Camogli, in questo periodo dell’anno, si rinnova un antico “rito”: quello dell’assemblamento della rete che formerà la tonnara. Rete fatta di fibra di cocco proveniente dall’India, così come i cavi che la sostengono. <Ogni anno arrivano circa tre tonnellate di fibra di cocco che, durante l’inverno, lavoriamo per formare la rete. I cavi, invece, vengono preparati a mano a San Fruttuoso e poi portati qui – spiega Simone Gambazza, presidente della Cooperativa Pescatori Camogli – Dopo aver messo in mare le ancore e i galleggianti, che sono la spina dorsale della tonnara, poseremo la rete. Ciò avverra ai primi di aprile, tempo meteorologico permettendo. Utilizzare fibra naturale ci permette, a stagione di pesca terminata, di tagliare la rete che andrà a posarsi sul fondo per poi consumarsi>.

La tonnara di Camogli, attiva da aprile a settembre, è oggi l’unico impianto presente in Liguria ed uno dei cinque in mare italiano. Situata a circa 400 metri da Punta Chiappa, vi si pescano prevalentemente bughe, sugarelli, palamiti, lecce, ricciole, boniti e maccarelli, non si effettua la mattanza. Le origini della tonnara si fanno risalire al 1603, anche se si presume sia più antica. Un solenne Decreto del Magistrato dei Censori (datato 1603) stabiliva che “delli tonni che si fossero presi alla tonnara di Camogli se ne dovesse dare agli abitanti di Camogli e di Recco per loro uso dieci di un rubo, venticinque di due, sei sino a cento rubi” (il rubo corrispondeva a circa 8 chilogrammi). Questa consuetudine durò fino a metà del 1800. Da allora la tonnara fu chiusa e riaperta più volte fino al 1985, quando l’impianto iniziò ad essere gestio dalla Cooperativa Pescatori Camogli, che tiene viva questa tradizione.