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Fontanabuona, nel tunnel ci si infila il ministro

di Marco Massa

Il ministro Altero Matteoli disattende le promesse. A Genova per il via ai lavori del “terzo valico”, di fronte al rifiuto di Claudio Burlando a firmare la convenzione della “gronda di Ponente”, ha promesso che sarebbero bastate poche settimane per firmare anche questa intesa.

Già il fatto di avere inviato tecnici di Anas ed Autostrade ad effettuare un sopralluogo nella zona (senza neppure l’ausilio di un elicottero) sembrava una burla perché bastava leggere il progetto di massima per verificare lo stato delle cose. Poi l’appuntamento ai soli sindaci della Fontanabuona che ora slitta a mercoledì 24 marzo; quattro giorni prima delle elezioni e due prima del silenzio stampa. Ossia il tempo che i giornali “urlino” ciò che lui dirà che, si può immaginare, tornerà a vantaggio dei candidati Pdl.

Il fatto che non abbia invitato, al momento almeno, il presidente della Regione, significa che il ministro non prenderà alcun impegno scritto: nessuna intesa. Saranno solo parole.

C’è poi da osservare che il ministro non conosce neppure a fondo la situazione, né i sindaci della Fontanabuona hanno fatto nulla per farla capire: le informazioni (esasperate da chi ha interesse a non fare il tunnel pensando così di privilegiare Chiavari) non raccontano i disagi e i bisogni che non sono solo della Fontanabuona ma riguardano anche altre vallata e parte del Tigullio che ha bisogno di spazi (basti pensare al rimessaggio invernale delle imbarcazioni). Il ministro avrebbe dovuto invitare anche i sindaci di Rezzoaglio e Santo Stefano d’Aveto. Ma soprattutto di Rapallo e Santa Margherita che sperano di ricavare, dopo la creazione del tunnel, infrastrutture turistiche.

C’è chi assicura che Matteoli dirà sì al tunnel Fontanabuona- Autostrada; ma che rilancerà una vecchia idea di Luigi Grillo che il senatore, al primo mandato Berlusconi, aveva promesso di realizzare in quattro anni e che invece è rimasta lettera morta. Un tunnel Chiavari – Calvari che non essendo baricentrico alla vallata non servirebbe quanto quello di Rapallo e che dovendo poi proseguire verso la A-7 inquinerebbe, finendo per rovinarla completamente, mezza vallata. Un progetto, mai completramente spiegato, al quale Luigi Grillo (senatore spezzino eletto in una circoscrizione non ligure) continua inspiegabilmente ad interessarsi.