Mario Colonna e il viadotto di Recco - LevanteNews
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Mario Colonna e il viadotto di Recco

Nei giorni scorsi, in via Ippolito d’Aste a Recco, è stato inaugurato un “monumento”, costituito da un pezzo di binario e traversine in legno, dedicato al progettista del viadotto ferroviario che attraversa la città, l’architetto Claudio Andreani che aveva firmato anche il piano di ricostruzione della cittadina quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti. Il monumento è costituito anche da foto, scritti, targhe del Comune , di sponsor e forse non vuole ricordare soltanto l’architetto Andreani.

A proposito della coloritura del viadotto, l’idea fu dell’architetto Mario Colonna, come dimostrano i vari articoli sull’argomento pubblicati dal quotidiano “Il Lavoro”. L’idea espressa dal principe Colonna stupì, fece discutere i recchesi abituati al grigio del viadotto e aumentò le vendite del giornale, al punto che l’allora direttore amministrativo Walter Santangelo (apprezzato managger del settore) e Stefano Mignanego (figlio di Piero Ottone ed oggi dirigente de “la Repubblica”) capirono la potenzialità di aumentare la diffusione in zona e decisero, con la piena disponibilità del giornalista responsabile di quel settore, di dedicare una pagina quotidiana al Golfo Paradiso. L’idea, attuata fino alla chiusura del quotidiano inglobato in “la Repubblica”, fece salire le vendite fino a  2.000 copie al giorno.

Anni dopo le Ferrovie decisero di effettuare la manutenzione del viadotto e, ricordandosi dell’idea del colore, un funzionario spiegò allo stesso giornale che, dovendo stendere una tinta protettiva sul nuovo intonaco ed essendo indifferente il colore, avrebbe voluto manifestare al  Comune di Recco la disponibilità delle Ferrovie. Fu pubblicato un articolo, ma il Comune si disinteressò alla pratica di cui si occupò allora la Pro Loco che non interpellò come sarebbe stato logico l’architetto Colonnail quale, quanto a colori, aveva idee ben diverse da quelli proposti e fatti stendere dalle Ferrovie.