Uscio: Mossini "Non apro la Colonia Arnaldi" - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Uscio: Mossini “Non apro la Colonia Arnaldi”

  <La Colonia Arnaldi per il momento non apre. Sono amareggiato e deluso>. Giuliano Mossini patron della centenaria beauty farm di Uscio comunica la notizia. In apprensione i dipendenti che hanno chiesto un incontro con il sindaco Massimiliano Bisso. Il centro di benessere doveva riaprire, dopo la chiusura invernale, lunedì 1 marzo, ma da Mossini arriva la conferma. La data sarà posticipata. Le parole del noto imprenditore lombardo non lasciano presagire nulla di buono. Dopo aver investito negli ultimi anni risorse economiche per rilanciare la Colonia si sente un po’ tradito dal Comune. L’avventura inizia nell’autunno del 2005 quando decide l’ acquisto all’asta la nota Casa di cura che aveva subito l’onta del fallimento. Quattro anni intensi durante i quali l’imprenditore lombardo ha profuso energie per effettuare un’operazione di rilancio in grande stile, puntando sulla promozione in Italia e all’estero. Ristrutturati padiglioni fatiscenti. Certo i problemi con Bisso non sono mai mancati, dopo i sorrisi dei primi giorni sono iniziati i guai. A fare discutere soprattutto il passo pedonale comunale che attraversa la Colonia. Detto percorso impedisce alla proprietà un’adeguata recinzione e la possibilità di garantire la relativa privacy. I tempi sono cambiati, finiti gli anni quando Aldo Fabrizi si fermava a fare quattro chiacchiere con i contadini incontrati nelle belle giornate di sole lungo il percorso pedonale.

La sicurezza è diventata una necessità per proteggere non solo la privacy , ma anche per garantire pace e tranquillità ai clienti. Impensabile che all’interno di uno dei più noti centri benessere del mondo gli ospiti finiscano per trovarsi faccia a faccia con un cinghiale. Mossini ha proposto al sindaco un percorso alternativo. Attraversa i boschi sopra le casette di mattoni rossi dell’Arnaldi, ma le posizioni sono ancora distanti. Ora si teme la chiusura. I primi a farne le spese i dipendenti e il paese. Ancora una volta la celebre bandiera che ha reso famoso Uscio in tutto il mondo rischia di essere ammainata