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LETTERATURA. Danilo Briasco, talento da leggere

Danilo Briasco è un giovane autore che cerca e merita il successo. Ha scritto e pubblicato il suo primo volume “La fata di Vallefredda” (Gammarò editori – Euro 16), che merita (ci ripetiamo) di essere acquistato. Lo leggerete tutto di un fiato con il piacere inoltre di scoprire un autore che domani, ci auguriamo, sarà famoso. Gli abbiamo chiesto di dirci qualcosa del suo privato. Ci ha accontentato.
 
di Danilo Briasco .
<Ho trentun anni, sono nato a Genova nel 1978, e fino all’ anno scorso ho
vissuto assieme alla mia famiglia in quel di Leivi, terra natia dei miei
antenati, credo fin dalla notte dei tempi… Sposato a luglio dello scorso anno
con Barbara, mia coetanea, vivo ora assieme a lei a San Salvatore di Cogorno,
ad un tiro di schioppo dalla Basilica dei Fieschi (quando apro il portone di
casa, è la prima cosa che vedo…).>

<Lavoro a Casarza Ligure, ormai dal 1998, presso un’azienda che si occupa di
subacquea: effettivamente, nulla a che vedere con tutto ciò che ha a che vedere
con la mia vita privata (non so neppure nuotare!), ma tant’è… Ho la passione
per tutto ciò che è vecchio, d’epoca o, come dice mia moglie, antico, e questo
si riflette soprattutto nelle mie passioni: il cinema italiano degli anni ’60 e
’70, la letteratura italiana del ‘900, e tutto quello  che fa comunque epoca.
Ho due vespe, una del ’64 ed una del ’78, ed una vecchia Campagnola Fiat, che
ho strappato a sicura demolizione dopo una vita passata nell’ Esercito. Mi
piace leggere, gialli o saggistica, ascoltare musica ( un pò di tutto, ma
soprattutto Pink Floyd, Beatles e Portishead…), e scrivere.>

<Scrivo fin da quando sono ragazzino, quando scoprii che adoravo i temi di
italiano, tanto che alla fine arrivavo addirittura ad inventarmi dei titoli da
cui iniziare lo svolgimento, e questo mi portò quanto prima a scrivere vere e
proprie storie. Negli anni ho maturato (mi perdoni la modestia…) una certa
maturità letteraria, che mi ha permesso di giungere a scrivere storie
credibili, ben costruite e, se vogliamo, anche appassionanti. Per questo il mio
archivio di cose inedite è piuttosto ampio, anche se la mia storica
idiosincrasia nei confronti dei computer ha fatto si che la maggior parte sia
ancora allo stadio di dattiloscritto>

<Un esempio è “La Fata di Vallefredda”,
scritto nel 2005 e pubblicato quasi per caso dopo tre anni, nel senso che se
non fosse stato per mia moglie, mai avrei spedito qualcosa a qualcuno. Ebbene
si, Gammarò, nella persona del professor Gueglio, è stata la prima Casa
Editrice che abbia letto qualcosa di mio, ed il fatto che si sia subito giunti
alla pubblicazione, beh, lo ritengo un buon segnale. Scrivo gialli, che spesso
calano nel noir, e, a volte, nell’horror puro: l’atmosfera che si respira al
loro interno è quella del thriller di scuola italiana, alla maniera di Pupi
Avati, tanto per fare un esempio>

<La speranza è, che prima o poi, quella che finora è stata una passione tenuta
quasi nascosta, possa un giorno diventare una professione. Nel frattempo,
rimango coi piedi per terra, lavoro, e continuo a scrivere.>.