Farmacia di "Santa", le ragioni dell'assessore - LevanteNews
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Farmacia di “Santa”, le ragioni dell’assessore

Dal Comune di Santa Margherita Ligure riceviamo e pubblichiamo

“Si è svolta questa mattina una conferenza stampa dell’assessore al bilancio Giovanni Battista Raggi sulla cessione della farmacia comunale. L’incontro con gli organi di informazione è apparso necessario sia per le recenti esternazioni del consigliere regionale Gianni Plinio che per informare la cittadinanza sull’inconsistenza di alcune tesi sostenute in questi giorni dal sedicente “comitato contro la privatizzazione”.

 “E’ ora che si smetta di prendere in giro i cittadini per finalità puramente elettoralistiche – ha dichiarato l’assessore Raggi – La richiesta di Plinio all’assessore Montaldo di preoccuparsi dell’alienazione della farmacia di San Siro è totalmente ingiustificata. Delle due l’una: o si ignorano le funzioni degli enti in cui si viene eletti o ci si fa beffe dei cittadini. Serve ricordare che non è competenza della Regione disquisire una legittima decisione assunta da un Comune? Queste sono solo manovre elettorali, e l’amministrazione di Santa Margherita, retta da una lista civica totalmente indipendente dai partiti, non ha né interesse né intenzione di entrare in quest’agone. L’unico nostro desiderio è che la partita delle regionali non si giochi sulla pelle della città”.

 L’assessore ha quindi sottolineato come vi siano purtroppo altre dichiarazioni ugualmente “risibili”. “C’è stato riferito – e ribadisco: sono informazioni provenienti da fonti attendibili che riportiamo  come da noi recepite – che in occasione della raccolta di firme contro la vendita della farmacia è stato citato il pretesto della chiusura. Se ciò corrispondesse a verità sarebbe un fatto gravissimo. Chi ha mai detto che la farmacia sarà chiusa? Forse qualcuno pensa che esistano potenziali acquirenti intenzionati a rilevare un’attività la cui base d’asta sarà pari a circa 1 milione e 200 mila euro per poi chiuderla il giorno dopo?”.

 In terzo luogo, Raggi ha ribadito che è parimenti assurdo parlare, come è stato fatto da alcuni membri del comitato, di “svendita”. “Il prezzo di una farmacia si fissa a partire da valori economici predefiniti, ossia dal suo giro di affari e da un apposito moltiplicatore. La valutazione, dunque, sarà assolutamente coerente”. Infine, l’auspicio che il confronto possa proseguire non solo sul terreno dell’onestà intellettuale, ma anche della massima serenità. “Nel quadro emerso in queste settimane ho sentito parlare anche di boicottaggio qualora l’attività venga ceduta a privati. Ricordo che stiamo redigendo un bando, che sono in gioco gli interessi del Comune e dunque della collettività. Se le azioni di pressione oltrepassassero la misura vi sarebbe da discutere sull’eventualità di intraprendere azioni giudiziarie a tutela degli interessi cittadini. Vale infatti la pena sottolineare che il ricavato dalla vendita sarà destinato, su indicazione unanime del consiglio comunale, alla realizzazione di 19 appartamenti di edilizia residenziale popolare”.

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Per un inquadramento generale del tema, si rimanda a una comunicazione precedente (25 gennaio) che di seguito riportiamo:

FARMACIA COMUNALE, DE MARCHI E RAGGI RISPONDONO ALLE MINORANZE

Si è svolta stamane la conferenza stampa dell’amministrazione  sulla vendita della farmacia comunale ubicata nel quartiere di San Siro. Alla presenza dei media il Sindaco Roberto De Marchi e l’assessore al bilancio Giovanni Battista Raggi hanno risposto alle critiche sollevate da alcuni consiglieri di minoranza sulla decisione di alienare l’attività. La scelta è stata motivata con l’esigenza di riqualificare fortemente un servizio che oggi presenta evidenti lacune dovute alla natura pubblica dell’esercizio. “Le farmacie comunali – ha spiegato Raggi – nascono per sopperire all’assenza di distribuzione di farmaci in zone dove i privati non manifestano interesse. Oggi a San Siro, il quartiere più popoloso di Santa Margherita,  sussistono tutte le condizioni per investire in questo settore. Il privato garantirà certamente un servizio migliore di quello attuale, penalizzato da un orario di lavoro inferiore agli standard di mercato e da un approvvigionamento che viene effettuato una sola volta al giorno contro i tre di qualunque altra farmacia. Per  modernizzare il servizio il Comune dovrebbe ipotizzare un investimento non inferiore a 200 mila euro, denaro che andrebbe distratto da altre partite  più rilevanti per la pubblica amministrazione, anche di carattere sociale. Una simile ipotesi, a nostro parere, è assurda e inaccettabile”. La vendita appare così una scelta in grado di conciliare la storica domanda di un servizio migliore, in linea con quello offerto in tutti gli altri quartieri cittadini, con la necessità del Comune di indirizzare le risorse pubbliche verso settori più strategici che non un’attività a carattere commerciale. Tra gli altri benefici è stato anche annoverato l’affitto che il nuovo proprietario dovrà corrispondere al Comune, proprietario dei locali. E la normativa, è stato ricordato, non consente di delocalizzare l’attività in un’ altra zona cittadina. Il consigliere Raggi ha infine bocciato senza appello la proposta avanzata dal consigliere Marsano di affittare l’azienda: “Oggi la farmacia è un’attività in lieve perdita. Per chi se ne assumesse la gestione, la speranza di ricavo totale equivarrebbe all’attuale costo del dirigente preposto, ossia 80 mila euro al lordo delle imposte. Il soggetto in questione, pertanto, non potrebbe ragionevolmente offrire al Comune un canone superiore a 20/30 mila euro, una cifra evidentemente ridicola per un ente pubblico come il nostro. Per incassare la cifra iscritta a base d’asta, 1 milione e 200 mila euro, al Comune occorrerebbero almeno 40 anni. Non bastasse, bisogna considerare che il valore delle farmacie sul mercato risulta in discesa a partire dai decreti di liberalizzazione delle attività, un processo che è stato completato solo parzialmente. E’ ragionevole pensare che questa strada porterà a un progressivo deprezzamento del bene farmacia: difficilmente, in futuro, sarebbe possibile incassare una cifra maggiore o pari a quella che siamo in grado di realizzare oggi”. Roberto De Marchi ha sottolineato quindi “la lungimiranza che gli amministratori di allora (1984, ndr) dimostrarono aprendo una farmacia in una zona non coperta dal servizio, scelta che oggi permette al Comune il varo di un’operazione tanto vantaggiosa quanto ovvia, in cui è impossibile individuare una sola fonte di perplessità. Opporsi alla cessione significa prendere a schiaffi il buon senso. Non posso che dirmi sconcertato dalla totale mancanza di lucidità dimostrata dall’amministrazione che mi ha preceduto”. Il procedimento che porterà all’alienazione proseguirà dunque speditamente. L’amministrazione ha annunciato che il bando relativo sarà pubblicato tra fine febbraio e inizio marzo.