A Deiva problemi sul fronte a mare - LevanteNews
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A Deiva problemi sul fronte a mare

     Il paese di Deiva Marina è stato certamente uno dei più colpiti dalle mareggiate dello scorso mese tanto che il Comune ha avviato la procedura per una somma d’urgenza di 20 mila euro, mentre l’importo dei danni è di ben 120 mila euro. I danni maggiori sono stati causati alla scogliera posta in difesa del litorale, danneggiata la zona dell’alaggio delle barche dove dovrebbe sorgere il porticciolo che dovrebbe entrare in funzione entro la prossima primavera. Altro grave danno è stato causato all’attracco dei battelli che collegano il paese alle cittadine del Tigullio e ai paesi delle Cinque Terre. I primi finanziamenti che la Regione Liguria erogherà serviranno per sistemare la zona barche, mentre per quanto riguarda la scogliera la riposizione dei massi avverrà nei prossimi mesi.

     Intanto hanno alzato i toni i titolari dei tre stabilimenti sul Lungomare Cristoforo Colombo perché temono che i lavori del fronte a mare non riescano ad essere ultimati per l’apertura della stagione estiva.

     Tra qualche mese ci saranno le vacanze pasquali e come tutti gli anni, le vacanze sono l’occasione nella quale molti turisti vengono a prendere i primi contatti, prenotare alberghi e case e scegliere lo stabilimento. I balneari si lamentano con l’Amministrazione Comunale e si chiedono :<<Che tipo di biglietto da visita presentiamo ? In questo periodo di crisi diventa difficile attirare i turisti, se la stagione dovesse andar male a chi dovremmo chiedere i danni  ?>>

     D’altra parte il Comune si è impegnato in un’operazione al di sopra delle proprie possibilità finanziarie. Pertanto era prevedibile che i tempi si allungassero. Il programma prevedeva il completamento in tre anni, purtroppo il 2° lotto è iniziato in ritardo e i titolari di bagni, perciò, chiedono al Comune risposte certe. Infine, altro lato dolente, ma non meno importante, riguarda i negozi abbattuti sul lungomare (non si potevano ristrutturarli ?). Perciò ora occorre aprire nuovi negozi commerciali magari anche con tipici prodotti della zona, se non si vuole far morire Deiva Marina.

                                                                                                   Guido Ghersi