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Turismo, a Recco infuria la polemica

Una polemica durissima a Recco riguarda il turismo. La Pro Loco in un anno ha incassato dal Comune meno di quanto l’associazione “Pro Recco per Recco” abbia ottenuto in sei mesi: la bellezza di 13.000 euro. La cifra riguarda l’organizzazione di quattro iniziative tra le quali un concerto Gospel a Natale, un raduno di auto e moto americane, la festa per il mezzo secolo dal primo scudetto della Pro Recco.

Il fatto che l’assessore Silvia Pramaggiore preferisca appoggiare le iniziative della associazione “Pro Recco per Recco” è legittima, ma offende quanti credono ed hanno messo la faccia per tentare di riportare in vita una Pro Loco alla deriva dopo una gestione “fallimentare”; costretta oltrettutto a gestire servizi utilissimi alla città, ma in una zona decentrata e snobbata dal pubblico anche a causa della viabilità.

Non è comunque la cifra a suscitare la polemica, ma il principio; inoltre alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, avevano fatto credere che l’associazione “Pro Recco per Recco” attingesse a risorse messe in campo da privati.

Un peccato che troppe polemiche impediscano a Recco di uscire dal piccolo cabotaggio cultural-turistico e di esprimere con la collaborazione di tutte le associazioni, almeno un evento annuale che, oltre la “Sagra del fuoco”, valichi i confini regionali. Recco, a parte il ristretto numero di chi segue la pallanuoto, è conosciuta in Italia e nel mondo per la gastronomia e in particolare la focaccia al formaggio (c’è chi vorrebbe dedicare una piazza a questo prodotto). L’ultima speranza di vivacizzare la città, poteva essere affidata al trasferimento del mercato settimanale alla domenica; ma alcuni bottegai  l’hanno bocciata, pensando solo al loro portafogli

m.m.