Val Graveglia: vini in miniera - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Val Graveglia: vini in miniera

La miniera di Gambatesa diventa una suggestiva cantina. Dopo i fondali di Portofino lo spumante dell’enoteca Bisson di Chiavari approda negli anfratti delle gallerie presenti nel sito minerario della Val Graveglia. Il presidente del Parco Aveto Giuseppino Maschio ha illustrato ieri insieme al direttore Paolo

Cresta l’interessante progetto al governatore Claudio Burlando. Recentemente il noto produttore chiavarese ha effettuato un sopralluogo in miniera per valutare possibilità, a breve termine, di ospitare in alcuni cunicoli una partita di spumante prodotto dalla nota enoteca chiavarese. Le bottiglie saranno posizionate in apposite gabbie di metallo in modo da poterne consentire, oltre il corretto riposo, una suggestiva visone anche da parte del pubblico in visita al museo minerario. L’operazione di effetto scenografico e mediatico evidente prevede alcuni allestimenti funzionali da parte del Parco proprietario della miniera. Le spese dell’operazione enologica, ripescaggio, trasporti e movimentazione inclusi sono invece a carico del produttore. Il progetto indica la pulizia di alcune gallerie e relativi binari da dedicare allo scopo, l’approntamento di un cancello in legno all’ingresso e illuminazione scenografica temporizzata. <Bisogna inoltre prevedere – spiega Cresta – allestimenti di carrelli ferroviari a scartamento ridotto per il trasporto e il riposo del vino in affinamento in miniera>.

 Il grosso della partita, che in seguito verrà commercializzato, sarà lasciato a riposare direttamente sui carrelli, su binari di gallerie “morte”. Soluzione scelta per garantire maggior effetto nel pubblico in visita e perché facilita la movimentazione della partita minimizzando al contempo la manipolazione delle bottiglie. Saranno inoltre allestite alcune cantinette portabottiglia in legno da posizionare a vista in gallerie laterali lungo la visita. <Intendiamo – afferma Maschio – realizzare i cavalletti con legno locale del Parco affidandone la costruzione a maestranze del posto>. La Bisson ha inoltre manifestato interesse alla produzione con legno “di scarto” del Parco delle confezioni in legno per la vendita di vini. <Grazie alle ottime condizioni di stabilità delle galleria individuate- conclude il presidente – e al discreto stato di manutenzione, le opere avrebbero costi limitati. Si pensa anche di mettere gli allestimenti a disposizione di altri produttori che in futuro si dimostrassero interessati>. Altre gallerie potrebbero essere utilizzate allo scopo di conservare “un archivio” dei vini del Tigullio, realtà economica “giovane” ma con risultati importanti già conseguiti. <Creare una cantina storica, oggi assente, inventariata – afferma il direttore – che prevederebbe anche la possibilità di assaggi per seguire con continuazione e monitorare l’invecchiamento dei vini nostrani>.