Ferrada: vandali in azione nell'Ostello - LevanteNews
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Ferrada: vandali in azione nell’Ostello

 Atti vandalici nella palestra e all’interno dell’Ostello della Gioventù a Ferrada di Moconesi. Gli episodi sono accaduti nella notte tra il 13 e 14 dicembre. I danni soprattutto per quanto riguarda la palestra sono ingenti. Ieri pomeriggio ore 14 il piazzale dove si trova l’Ostello era deserto. Incredibilmente la porta risulta aperta, chiunque può entrare asportare materiale e compiere qualsiasi gesto. I pannelli elettrici nelle adiacenze dell’ingresso fortunatamente sono intatti. Ben diverso lo spettacolo di fronte dove si può osservare un tavolino rovesciato. Per terra ancora il nastro tricolore di quella fatidica giornata di fine maggio del 2007 quando il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto in compagnia dell’allora sindaco Silvano Dondero sotto lo sguardo vigile del presidente della Comunità Montana Fontanabuona Gianfranco Arata inaugurarono la struttura per poi richiuderla poche ore dopo.

Molte stanze sono ancora vuote, salendo le scale che portano al primo piano un vetro rotto indica il luogo dove un tempo era riposta una manichetta antincendio ormai sparita. Stessa sorte per gli estintori presenti il giorno dell’apertura.  <Purtroppo – spiega il sindaco Gabriele Trossarello – episodi del genere sono accaduti anche nella palestra comunale che si trova nelle immediate vicinanze. Abbiamo subito sporto denuncia ai carabinieri di Gattorna e sono in corso indagini per identificare i responsabili>. La gestione dell’ostello, sempre chiuso dopo tre anni, spetta all’Aig (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) di Genova informata dal sindaco ieri pomeriggio al fine di valutare l’entità dei danni e decidere pertanto se sporgere regolare denuncia. L’episodio potrebbe risalire alla metà di dicembre quando i vandali entrarono in palestra rompendo ogni cosa e facendo “volare” il distributore automatico di bevande dal primo piano sino a terra. Se i fatti sono accaduti nella stessa serata resta inspiegabile come nessuno ha provveduto a chiudere la porta. Bastava un semplice gesto della mano per fare scattare la serratura ed almeno evitare il rischio di ulteriori intrusioni.

Non escluse pertanto altre “visite” notturne. La notizia dell’accaduto arriva quando l’infinita storia dell’ostello di Ferrada sembra avviata ad una felice conclusione. A ritardare l’apertura infatti la mancata certificazione prevenzione incendi rilasciata dai vigili del fuoco. Stanco di vedere la struttura chiusa il sindaco Trossarello ha sollecita un ulteriore intervento finanziario della Provincia pari a 23 mila euro per completare le opere necessarie ad ottenere l’agognata certificazione. L’edificio di proprietà dell’opera pia De Ferrari di Moconesi agli inizi degli anni Novanta era stato affidato in gestione alla Comunità Montana per dare vita al museo dell’Ardesia. Una delle sei tappe del progetto la Via dell’Ardesia realizzato con i fondi europei del Resider destinati al recupero delle aree industriali dismesse. Il pieghevole stampato dall’ente montano indicava: “Una moderna costruzione a quattro piani. All”interno del museo la parte del leone spetta alle ampie e luminose sale espositive che occupano in tutto due piani e mezzo”. Erano previste sale didattiche, laboratori di scultura e ceramica. Museo mai entrato in funzione, ristrutturato l’edificio lo stesso è rimasto desolatamente vuoto.

Dopo tre lustri la decisione di adattare la struttura ad ostello. In tutti questi anni la Comunità Montana ha inoltre corrisposto la pigione alla proprietà. Il resto è storia recente: l’inaugurazione nel 2007, i problemi con la commissione di vigilanza ed infine gli episodi vandalici.