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Il tempo libero? Occupiamolo con le proteste

La protesta viaggia in tutta la Riviera. Chiediamoci, provocatoriamemte (è un termine brutto ma comodo), se essendo tempo di crisi e sia necessario tirare la cinghia, molti dovendo rinunciare con rabbia al fine settimana sugli sci o alla vacanza in Tunisia, non sfoghino il loro rancore creando comitati che nascono come funghi, proponendo petizioni, assemblee pubbliche e ricorsi al Tar per sostenere le quali si propongono collette.

Sestri Levante fa eccezione: qui la polemica è di casa; ed è tosta perché collaudata dalle grandi proteste della Fit; mica pizza e fichi. La contestazione a Rapallo è più attenta, ironica e giovane perché si sviluppa sul web ed è quindi sottovalutata dalla calsse politica più vecchia.  Protesta contagiosa a CamogliRecco dove sono tanti i motivi che ispirano la nascita di comitati “spontanei” i quali non  dimostrano però né vitalità né originalita e intervengono quasi sempre a giochi fatti. Un tempo i politici affrontavano i problemi quando nascevano, non quando erano in fase risolutiva. Per semplificare: la protesta e l’opposizione, per poter influire, deve nascere con l’idea di un progetto inviso: non quando questo termina l’iter burocratico.

  A Santa Margherita Ligure il caso della farmacia comunale è emblematico;  un quartiere (o buona parte di esso) chiede una farmacia efficiente. Il Comune decide di cederla prendendo due piccioni con una fava: incassa e migliora il servizio; ma c’è chi si oppone.

Il rischio in questi casi è che i comitati finiscano per adagiarsi sul consenso di gruppi ristretti e finiscano per fare il gioco di coloro che contestano.

m.m.