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Camogli pensa al dopo Maggioni

di Marco Massa

Camogli sta vivendo una profonda crisi. E cresce l’ondata di scontento, contenuta solo dalla stima che la popolazione ha verso il sindaco Italo Mannucci. Questi, prestato alla politica, ha sempre dichiarato di voler proseguire l’attività medica, nel suo caso una missione. Probabilmente – ma è una interpretazione, perché la sua correttezza impedirebbe comunque di appurarlo – si aspettava di avere maggiore efficienza da parte degli assessori. 

La crisi non si evidenzia tanto dalla nascita di comitati che coinvolgono comunque un numero ristretto di persone, ma dalla sfiducia crescente nei confronti della giunta. Esempio ne è l’incapacità di gestire un porto che dovrebbe essere una delle maggiori fonti di reddito e dove non solo non si riesce a far ormeggiare la barca dell’Istituto Nautico, unico simbolo attivo delle tradizioni marinare, ma neppure si pensa a trovare spazio per i natanti in transito che costituiscono la ricchezza di scali come quello di Portofino. Un turismo incapace di decollare e che sta affossando, anno dopo anno, tutte le manifestazioni che avevano fatto conoscere Camogli nel mondo: dalla sagra del pesce alla Stella Maris. L’ambiente, altra grande attrattiva, deturpato come dimostra il muro in cemento armato costruito a San Fruttuoso. 

Non parliamo del traffico, della mancanza di marciapiedi, dell’ossessione di creare posteggi quando alle Cinque Terre il turismo va alla grande in tutte le stagioni pur in assenza di traffico veicolare. Poi c’è la cementificazione che non trova giustificazioni logiche. E sono solo alcuni esempi. 

Lunedì l’ex sindaco Giuseppe Maggioni, assessore a Patrimonio e Urbanistica deciderà se candidarsi o meno al consiglio regionale. Molti camogliesi lo considerano l’uomo forte della giunta e a lui si rivolgono continuamente per chiedere di supplire alle carenze degli assessori. Maggioni, se eletto in Regione, dovrà abbandonare gli assessorati di cui è titolare e proseguire come semplice consigliere comunale. L’idea che possa trasferire la propria attività politica in Regione, scatena alcuni suoi “fedeli” che sperano di supplirlo, non solo come assessore ma – ipotizzando che Mannucci deluso non voglia candidarsi per un secondo mandato – anche nel ruolo di sindaco. Sono, infatti, già iniziate le grandi manovre per le elezioni che si terranno tra due anni e mezzo.