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Camogli, le osservazioni al piano Fs

Riceviamo e pubblichiamo le osservazioni di Matteo Soave al sindaco di Camogli in relazione  al piano relativo all’ex scalo ferroviario.

Oggetto: osservazioni al Piano Particolareggiato d’iniziativa pubblica relativo all’area “piazza Matteotti” – zona br3 ex scalo ferroviario – in variante contestuale al vigente P.R.G. Nuovo progetto di P.P. di cui alla deliberazione di consiglio comunale n° 145 del 10 dicembre 2009.

In qualità di cittadino residente in Camogli e curatore dell’Osservatorio sulle Politiche Pubbliche del Comune di Camogli esprimo le seguenti osservazioni.

1) Il Piano Particolareggiato in oggetto è totalmente di iniziativa pubblica, anche nella parte in cui si riferisce ad una futura destinazione privata di metà dell’area oggetto del Piano. Pertanto codesto Piano Particolareggiato deve intendersi ed essere valutato complessivamente come una politica pubblica e non meramente dal punto di vista progettuale/urbanistico.

2 )Ritengo pertanto che la progettazione di una politica pubblica così impattante sulla città avrebbe dovuto essere progettata rispettando le seguenti fasi: 1) la rilevazione dei bisogni della città; 2) l’individuazione, fra i bisogni della città rilevati, di quelli che trovano risoluzione nel Piano particolareggiato; 3) la progettazione; 4) l’individuazione dei costi e delle risorse finanziarie.
Del punti 1); 2) e 4) nel Piano Particolareggiato in oggetto non vi è nulla.

2a) Nella relazione illustrativa, al punto 2 “Ipotesi progettuale” e seguenti si elencano i “servizi di interesse pubblico e comunale” che troveranno destinazione nella “struttura pubblica comunale” e che sono indicati come: “la sede della Croce Verde, un deposito del Comune, l’ambulatorio comunale, e sedi di associazioni locali”, ma non viene fornita alcuna indicazione sui dati raccolti per individuarne il bisogno e sui criteri adottati per cui sono tali bisogni sono stati individuati prioritari rispetto ad altri.
Nel caso specifico dell’ambulatorio comunale manca ogni raccordo progettuale con la A.S.L. 3 Genovese, che al minimo dovrà fornire il personale sanitario, in un momento delicato della progettazione sanitaria regionale, che vede le A.S.L. chiudere strutture invece di aprirle.

2b) Là dove la relazione illustrativa si spinge poco oltre ad una mera registrazione dell’esistente è il punto 2.4: “sistema viabilità e parcheggi”, ma lascia perplessi l’affermazione: “E’ un dato di fatto e notorio che nell’abitato di Camogli sono assenti i box e i parcheggi a rotazione sono distribuiti a bordo strada o in piazze e piazzali” e ancor più quella che recita “Per quanto concerne una vera e propria analisi dettagliata della domanda e dell’offerta di parcheggio appare superflua, in considerazione al fatto sia della notorietà del fabbisogno e sia che la Pubblica Amministrazione ha l’obiettivo per i prossimi anni di dare un servizio alla città, quindi in questa fase intende creare le condizioni per pedonalizzare nuove aree”. Si ritiene infatti che uno studio in merito sarebbe stato non solo necessario, ma doveroso.
Inoltre per quanto riguarda il sistema parcheggi si individuano i “flussi turistici”, che troverebbero parcheggio nel parcheggio a rotazione e quelli “residenziali” che confluirebbero nei 200 box previsti. Non viene quindi individuata una soluzione alternativa al flusso dei residenti che non possiederanno un box, tenendo conto che una parte dei parcheggi sopra strada sarà asservita agli appartamenti di ERP.

2c) Oltremodo non sono chiari i criteri per cui nel Piano Particolareggiato approvato nel dicembre 2007, e ora modificato, erano previste una palestra; una biblioteca e una sala conferenze e perché ora sono state eliminate.

2d) La “struttura residenziale” (punto 2.2 relazione illustrativa) essendo la parte più impattante di tutto il P.P. è quella che più delle altre andava esaminata nella sua necessità pubblica.
Invece non è presente nel progetto alcuna rilevazione/studio circa un supposto fabbisogno di nuove abitazioni all’interno della città, né il Comune, soggetto proponente, si preoccupa di valutare l’impatto di tale politica abitativa nel contesto cittadino.

3) Ancorché non obbligatorio non si può non rilevare che la città di Camogli è totalmente priva di una pianificazione strategica cittadina, che in un momento di declino delle attività commerciali e di invecchiamento della popolazione sarebbe quanto mai opportuna.
La pianificazione strategica, anche in Italia si sta diffondendo non solo nelle grande città ex industriali, ma anche nei sistemi più piccoli, sia per fare fronte alle mutate condizioni sociale ed economiche, sia per meglio rispondere al benessere dei residenti.
Tale imponente politica pubblica sarebbe dovuta confluire all’interno di un quadro strategico della città, che invece manca.

4) Tutta la progettazione del Piano Particolareggiato è improntata all’ormai superato e ampiamente criticato modello progettuale di tipo sinottico-razionale.

5) Con questo Piano particolareggiato l’Amministrazione ha perso la grande possibilità di attivare un percorso virtuoso di “progettazione partecipata”.
E’ noto che un siffatto processo può essere declinato in un momento informativo; in uno consultivo e in uno decisionale, anche se è solo quest’ultimo a rappresentare un vero processo di urbanistica partecipata.
Durante tutto l’iter del P.P. approvato nel dicembre 2007, e ora modificato, l’Amministrazione si è inspiegabilmente sempre rifiutata di fare una presentazione pubblica del progetto, che avrebbe almeno rappresentato la prima fase informativa.
Durante l’iter di questo P.P. l’Amministrazione ha continuato a negare ogni dibattito pubblico in merito.
Per quanto riguarda il processo informativo effettuato tramite l’esposizione del plastico in progetto non posso non evidenziare la sua improvvisazione e la sua carenza dal punto di vista tecnico. Il fatto poi che la cittadinanza sia stata chiamata ad esporre le proprie opinioni (con un metodo di raccolta quanto mai criticabile e poco scientifico) a progetto ultimato e non modificabile non ha che nuociuto al senso civico dei cittadini. E’ noto infatti che è meglio nessuna partecipazione che una falsa partecipazione.

6) Si segnala come fattore di indebolimento di questa politica pubblica avere demandato la nomina dell’amministratore unico con pieni poteri della Lo Scalo srl al socio privato, invece di mantenerlo saldamento in capo al soggetto pubblico che la legge individua come l’ente che persegue e tutela gli interessi della cittadinanza.

7) Pur riscontrando che è ormai prassi condivisa, e addirittura incentivata dall’Unione Europea, la messa in atto di partnership pubblico-private per la conduzione di politiche pubbliche, non posso non rimarcare che tale politica pare condotta con logiche privatistiche piuttosto che pubbliche: non è ben determinato l’interesse pubblico perseguito; in fase ante non è stato attivato un processo informativo e non è stata consultata la cittadinanza; non è stato concesso un dibattito pubblico; l’interesse del privato sembra sproporzionato rispetto a quello del Comune.
Si può dire che tale politica è privata nel senso di chiuso; poco accessibile ad altri se non al progettista e agli amministratori che gli hanno dato l’incarico; poco trasparente nelle sue motivazioni. Per dirla in altro modo l’arena decisionale è molto ristretta.
Se invece tale partnership avesse comunque garantito la presenza di logiche attuative di tipo “pubblico”, sarebbe stata una delle forme possibile per attuare quanto progettato. Ecco perché non è altrettanto chiaro il motivo per cui, a solo un anno dalla gara pubblica per la ricerca del partner privato, tale partner venga liquidato, vendendogli metà dell’area oggetto del P.P. senza che nessuna delle attività per cui era stato cercato fosse nemmeno iniziata.
Se la presenza di un partner era stata ritenuta indispensabile per l’attuazione del P.P., non sono attualmente chiare le ragioni per cui ora non lo è più. Inoltre non pare evidenziato che risorse altre il Comune intenda mettere in atto per la realizzazione di quanto progettato.

Per le su esposte motivazioni esprimo forte contrarietà a tutto il Piano Particolareggiato per come è stato concepito e condotto e anche per le soluzioni urbanistiche che propone, che non paiono supportate da motivazioni che rispondano agli interessi pubblici della città.

Con l’occasione porgo distinti saluti.