Riunione del Comitato per la tutela del territorio e dei parchi di Portofino - LevanteNews
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Riunione del Comitato per la tutela del territorio e dei parchi di Portofino

Riceviamo e pubblichiamo

Secondo le indicazioni inviate agli aderenti e simpatizzanti via mail il 19/1/2010, domenica 24/1/2010 si è svolto l’incontro annuale di programmazione del “Comitato spontaneo per la Tutela del Territorio e dei Parchi di Portofino” secondo un ordine del giorno indicativo, proposto a firma di Leverone Antonio. Alle ore 10,15 all’inizio dell’incontro, nell’Aula Magna dell’Istituto Nautico, che ci ospita sono presenti:  15 persone (facenti parte del comitato e simpatizzanti). 

Leverone assume il coordinamento dell’incontro illustrando le origini del Comitato Spontaneo che risalgono ai primi anni del 2000 sull’impegno del mantenimento dell’integrità dei confini  del parco naturale di Portofino, prima di emanazione statale e successivamente regionale. 

Seguendo i temi indicati nella convocazione della riunione, sulla “Urbanizzazione della Città” si è svolto un acceso ed attento dibattito sulla proposta dello scalo ferroviario,dove ancora una volta si è concordato sulla sconsideratezza del progetto che non apporta sostanziali vantaggi per la città ed i cittadini ma tenderà, se realizzato,  a creare danni complessivi quali una occupazione invasiva del territorio, pericolo per le costruzioni prossime alla sede ferroviaria e per i cittadini in relazione all’inquinamento acustico. Disagi di circolazione veicolare che si ripercuoteranno  a tutta la città per i diversi anni della costruzione mancando un piano conseguente e un piano parcheggi che dovrebbe far fronte al numero di parcheggi sia per i residenti che a rotazione che verranno a mancare causa i cantieri dei lavori nell’area scalo e i lavori di prossima programmazione per il recupero del Teatro Sociale. Situazione che influirà anche sull’andamento delle presenze turistiche degli anni a venire. Le oltre 1.400 firme raccolte in città a contrasto a tale urbanizzazione devono fare riflettere.

Si è anche affrontata l’urbanizzazione dell’area dell’ex mercato coperto prossima al porto, di cui poco si sa, il cui iter di confronto con la città si presenta problematico come quello dello scalo ferroviario dove i cittadini sono stati chiamati a valutare una soluzione definita e concordata con il soggetto privato che costruisce. E’ emerso, in ogni caso un indirizzo di massima che valuta positivamente l’ipotesi di un solo piano fuori terra dove ricavare una superficie da destinare a piazza fruibile escludendo i parcheggi. Per quanto riguarda la destinazione d’uso dei volumi che si ricaveranno nel sottosuolo e nel volume fuori terra, prima di prendere decisioni, si dovrebbe procedere ad un serio e completo confronto con i cittadini, gli operatori economici e turistici. In ogni caso le soluzioni ipotizzate di destinare i volumi a box e parcheggi sono considerate non idonee in quanto precludono il grande progetto della totale pedonalizzazione del centro storico della città, vanno contro le più moderne filosofie urbanistiche che escludono parcheggi all’interno dei centri storici ma tendono a risolvere l’esigenza della sosta delle auto in aree periferiche agevolando residenti e turisti con soluzioni di mobilità collettiva. I volumi potrebbero avere destinazioni in parte ad asservimento delle attività portuali e in parte al turismo, alla socialità e alle esposizioni museali, quali il Museo Marinaro.

Affrontando la vasta problematica degli abusi edilizi e facili cambi di destinazione d’uso di volumi e costruzioni, unitamente ai facili abbattimenti di alberi in ambito urbano e il problema del verde pubblico e sua fruizione, è stata esposta una rapida panoramica sugli esempi più eclatanti e noti, come, a puro esempio, i pini di via Garibaldi che, destinati ad essere abbattuti, sono stati salvati dal nostro intervento contrastando l’amministrazione comunale e promuovendo una forte reazione di opinione pubblica. A tale proposito promuoveremo una nuova azione per ottenere un regolamento urbano sulla difesa del verde pubblico. Proposta già presentata all’assessore di competenza senza alcun riscontro.

Gli argomenti affrontati hanno inevitabilmente portato il confronto tra i presenti sulla gestione del parco regionale di Portofino dove si manifestano le stesse problematiche senza che vengano affrontate in modo serio e completo. Interessante è stato l’intervento di un rappresentante di una associazione tesa alla tutela del parco regionale maggiormente coinvolta a levante del territorio che ha sottolineato come lo stesso macchi di un reale controllo e salvaguardia con fenomeni che vanno da piccoli e grandi abusi, chiusura di sentieri alla fruizione, realizzazioni di recinzioni e siepi fuori norme di regolamento e di buon senso estetico, uso senza regole della viabilità carrabile.

La sensazione che le due gestioni delle aree protette ( territoriale e marina) non siano adeguate al valore ambientale e culturale del sito nel suo complesso è stata espressa da tutti i presenti.

Uno dei prossimi impegni del comitato sarà quello di organizzare un incontro pubblico su tali  argomenti, finalizzato anche alla promozione di un unico parco nazionale del promontorio che sappia coniugare in un unico progetto organico tutela e sviluppo sostenibile delle due emergenze naturalistico ambientali. Tale prima soluzione dovrà essere propedeutica per l’ottenimento del riconoscimento dell’UNESCO.

Riteniamo che prima di sollecitare tale riconoscimento si debba affrontare la qualità della gestione delle due aree naturali protette. Questa raccomandazione è rivolta particolarmente all’Associazione Internazionale per il Parco di Portofino che recentemente ha promosso tale riconoscimento. San Fruttuoso: una occasione perduta. Quanto contenuto nella convocazione dell’incontro su tale argomento è stato convenuto con altrettanta delusione in quanto è palese anche ai non addetti ai lavori che l’occasione è oramai perduta. Bassa qualità nelle ristrutturazioni, nessuna attenzione di armonizzare gli interventi in considerazione della particolarità unica dei luoghi, nessuna attenzione alle questioni di equilibrio energetico e dell’uso delle energie alternative. Elementi da sottolineare soprattutto per il fatto che siamo nel cuore di due aree naturali protette ed utili come esempio didattico ed educativo nell’ambito di un turismo più consapevole e responsabilizzato. Da tenere presente anche il non trascurabile fattore della spesa pubblica che sta superando i €7 milioni.

In ultimo è stato affrontato il recente grave “fenomeno” delle usucapioni di privati che hanno sottratto al bene collettivo ( proprietà pubblica che si trasferisce a privati) immobili e vasti uliveti. Il Comitato non vuole entrare nel merito delle azioni giudiziarie dell’usucapione ma sottolinea l’assoluta inaffidabilità della Regione (proprietaria dei beni a suo tempo acquistati da privati e gestiti dalla società ARTE a totale controllo della Regione stessa), del Comune di Camogli competente territorialmente e del Parco Regionale di Portofino, preposto alla regolamentazione e gestione del territorio di sua competenza. E’ anche emerso il fatto che in un contesto di tale importanza anche la gestione della Riserva Marina ha le proprie colpe ( anche se esterne alle strette competenze) in quanto l’interfaccia tra i due parchi dovrebbe essere strettamente legata. Da cui l’esigenza del parco unico. In tutto la questione più grave, che necessita di verifica con un approfondimento urgente, è il fatto che le due istanze sono giunte a definitiva conclusione la prima degli immobili con una transazione tra la proprietà pubblica ARTE e il privato e la seconda degli uliveti a sentenza, pare senza alcuna azione di contrasto da parte di ARTE stessa. L’incontro pubblico sui parchi dovrebbe affrontare anche questa gravissima situazione, anche per il fatto che gli enti interessati tacciono tutti.

A conclusione dell’incontro si è deciso di approfondire l’opportunità che il Comitato Spontaneo, riconosciuto di fatto da tanti anni, si organizzi in associazione o fondazione, assumendo una più completa responsabilità e valenza giuridica. Sarà presentata, agli aderenti, una bozza di  statuto e nella eventualità, sarà organizzata la prima assemblea per la costituzione della nuova organizzazione.  Alle 12, 30 la riunione è stata sciolta.

Il Coordinatore Antonio Leverone