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Camogli: Museo Marinaro da valorizzare

di Consuelo Pallavicini

Tra le molte belle iniziative promosse dal Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” di Camogli, ricco di testimonianze della storia della marineria velica della città, vi è quella riguardante il sito internet ad esso dedicato (www.museomarinaro.it). Visitandolo, e “navigando” tra le sue pagine, si può conoscere la storia del museo, inaugurato nel 1938, e quella del suo fondatore e prendere visione di quante siano le preziosità che rendono accattivante recarcisi. Grazie al paziente lavoro di raccolta del materiale, frutto di donazioni degli abitanti di Camogli e dei suoi estimatori, compiuto da Gio Bono Ferrari e dai suoi successori, sono oggi visibili 168 quadri di velieri appartenenti alla marineria camogliese, 146 modelli di bastimenti, 495 documenti riguardanti bastimenti, capitani e marinai di Camogli, migliaia di fotografie, antichi strumenti nautici, 603 libri di carattere marinaro, reperti, cimeli e curiosità.

Nel sito internet è presente anche una sezione denominata “Effemeride”, che in occasione dell’equinozio di primavera e di autunno e del solstizio d’estate e d’inverno, offre l’approfondimento di un tema. <Per il solstizio d’inverno ho scelto come argomento il “Nastro Azzurro” (the “Blue Ribbon”), conquistato il 16 agosto 1933 dal Rex, splendido transatlantico costruito interamente in Italia, presso i Cantieri Navali di Sestri Ponente, allora Ansaldo, da maestranze italiane – spiega il comandante Bruno Sacella, direttore del museo – Il riconoscimento, simbolo mondiale di indiscussa capacità industriale e manageriale, venne conferito perché il Rex compì la traversata da Gibilterra a New York in 4 giorni, 13 ore e 58 minuti, alla velocità media di 28,92 nodi. Ma c’è una curiosità che lega il Rex a Camogli! Il 1° agosto 1931 re Vittorio Emanuele III e la regina Elena, presenti in Liguria per il varo del transatlantico, fecero tappa qui, per inaugurare la Casa di riposo per gente di mare intitolata a Giovanni Bettolo>.  

Il Rex

Il Rex

Parlare con il comandante Bruno Sacella è anche l’occasione per chiedergli cosa auspica per il museo. <Innanzitutto una sede più consona, che sia atta a valorizzare il prezioso materiale che abbiamo. – risponde – Poi vorrei che fossero posizionati alcuni cartelli indicanti la nostra sede. Ho scritto più volte all’amministrazione comunale senza ricevere risposta. Infine, mi piacerebbe che le classi scolastiche di Camogli venissero a visitare il museo. Spesso giungono da altre regioni e città liguri. Lo scorso anno abbiamo indetto un concorso al quale hanno partecipato allievi di Milano, ma non della nostra città. Sembra assurdo, ma è così!>.