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Rapallo: Capurro scrive alla Ce per i rifiuti

OGGETTO: – Procedura di infrazione n. 2009/4081 ex art. 226 Trattato CE. Affidamento da parte del Comune di Rapallo della gestione dei servizi di nettezza urbana e di raccolta dei rifiuti alla Società AMIU S.p.A. senza alcuna messa in concorrenza preliminare.

-Vertenza 392/09 Corte dei Conti Genova

-Vertenza 843/09 Corte dei Conti Genova

 

La Commissione delle Comunità Europee ha aperto una procedura di infrazione nei confronti della Repubblica italiana in quanto ritiene che l’affidamento diretto, senza alcuna messa in concorrenza preliminare, da parte del Comune di Rapallo dei servizi di nettezza urbana e di raccolta rifiuti alla società AMIU S.p.A. non possa essere considerato in house ai sensi della giurisprudenza comunitaria e che pertanto costituisca una violazione delle regole di messa in concorrenza previste dalla direttiva 2004/18/CE.

Visto quanto sopra, segnalo che,

– nonostante la procedura di infrazione n. 2009/4081,

– nonostante che in data 24 aprile 2008, prot.20673, fosse pervenuta nota della Provincia-ATO con la quale si ribadiva la necessità di gara ad evidenza pubblica e che, in data 17 dicembre 2009, la Direzione Ambiente Energia della Provincia di Genova-Segreteria tecnica ATO Rifiuti- con nota prot.150944/2009, pervenuta al comune di Rapallo in pari data, prot. 57566 del 17.12.2009, abbia ribadito che, ai sensi dell’art. 11 comma 2 della l.r. 39/2008, fino all’aggiudicazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti, i comuni provvedono ad assicurare la continuità della fornitura del servizio rifiuti tramite proroga dei rapporti contrattuali in essere o “ tramite nuove aggiudicazioni in conformità ai principi ed alle procedure individuate dalla normativa nazionale”,

– nonostante il comune di Rapallo nella memoria difensiva inviata alla Commissione delle Comunità Europee abbia scritto che aveva dato incarico per redigere il capitolato di gara,

 

alla data odierna la gara non è stata neppure bandita

e che, vista l’imminente scadenza della proroga ( 31.01.2010), proroga, peraltro, già sanzionata dalla Commissione Europea, il comune di Rapallo si accinge per la terza volta( sic) a prorogare un contratto di affidamento diretto, senza alcuna messa in concorrenza preliminare, dei servizi di nettezza urbana e di raccolta rifiuti alla società AMIU S.p.A., che costituisce, a parere della Commissione Europea, una violazione delle regole di messa in concorrenza previste dalla direttiva 2004/18/CE.

Deve essere valutato, altresì, l’impatto negativo sulla concorrenza delle reiterate proroghe visto che anche su questo punto la giurisprudenza nazionale si è pronunciata varie volte sempre nel senso della illegittimità. ( vedi, tra le altre, Consiglio di Stato, Sez. V, 11/5/2009 n. 2882:La proroga dei contratti proprio per la sua potenziale nocività nei confronti dei principi dell’evidenza pubblica e della salvaguardia della concorrenza non è un istituto stabile dell’ordinamento ma è stata prevista dall’art. 23 della l. 62/2005 soltanto nella fase transitoria successiva all’abrogazione dell’istituto del rinnovo (ed anche in tale fase risultava circondata da particolari garanzie, come la durata non superiore a sei mesi e la celere pubblicazione del bando di gara) sicché oggi essa risulta persino priva della necessaria base normativa. La conseguenza è che questa è teorizzabile, ancorandola al principio di continuità dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.), nei soli, limitati ed eccezionali, casi in cui per ragioni obiettivamente non dipendenti dall’Amministrazione vi sia l’effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente.”)

In effetti, il Comune di Rapallo, non ha proceduto, nelle proroghe precedenti, neppure ad una proroga del contratto in essere, ma ad un nuovo affidamento.

Difatti, come osservato dalla stessa Commissione, le condizioni contrattuali non sono neppure più quelle originarie, in quanto il corrispettivo contrattuale è soggetto ad aumento: dal 1° gennaio al 30 ottobre 2009, la remunerazione del prestatario è di 338.301,45 euro al mese; dal 1° novembre al 31 dicembre 2009, la remunerazione mensile raggiunge i 351.883, 51 euro al mese, per un corrispettivo contrattuale complessivo di euro 6.090.987,52 euro, ben al di sopra della soglia comunitaria. Conseguentemente non si è trattato neppure di una proroga, ma di un nuovo affidamento a trattativa privata in un caso non previsto dall’ordinamento comunitario. Difatti, a differenza di quanto sostenuto dal Comune di Rapallo, l’impossibilità di effettuare la gara non è dipesa da circostanze imprevedibili non dipendenti dal Comune ovvero la mancata attuazione del D.Lgs 152/2006 relativamente alla gestione d’ambito, né è stato imposto dalla Provincia. In realtà, come detto sopra, le altre amministrazione appartenenti allo stesso ambito si sono tempestivamente attivate ad espletare la gara e, d’altro lato, la Provincia nella corrispondenza citata si è limitata a confermare ciò che è anche stabilito nel regime transitorio della legge regionale ovvero che i Comuni devono garantire la continuità del servizio attraverso la proroga dei contratti in essere o attraverso nuovi affidamenti. Ma è di tutta evidenza che resta nella responsabilità del Comune verificare se la proroga è legittima alla luce dell’ordinamento nazionale e comunitario. A parere dell’esponente, la proroga può essere disposta: 1) se la modalità originaria di affidamento è ancora conforme all’ordinamento nazionale e comunitario; 2) se la proroga in se stessa è consentita dall’ordinamento nazionale e comunitario. Ma tali condizioni non ricorrono nel caso di specie.

 

Giunti a questo punto, stante la continuata omissione del comune di Rapallo che non ha bandito la gara neppure dopo la procedura di infrazione europea, il sottoscritto, ritiene di dover integrare la denuncia , a suo tempo sporta, anche alla prossima proroga avente decorrenza 31.01.2010 .

 

Con osservanza

 

Armando Ezio Capurro