Camogli: il Tar "tira le orecchie" al Comune - LevanteNews
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Camogli: il Tar “tira le orecchie” al Comune

Compito del comune di Camogli procedere ad una corretta gestione del demanio. Il Tar della Liguria pur giudicando inammissibile il ricorso presentato dal Club vela Camogli Golfo Paradiso e dalla locale sezione della Lega Italiana ha sancito l’importante principio. Le due associazioni avevano presentato appello nei confronti del Comune e del Cantiere Navale Camogli al fine di ottenere adeguata servitù di passaggio su aree demaniali.

camogli 125La richiesta presentato specificava che dette aree sono concesse e occupate dal Cantieri su licenza della Capitaneria del porto di Genova (in realtà scaduta il 31.12.1998) e grazie alla concessione dell’ufficio demanio del comune di Camogli. Il consiglio giudicante del Tar composto da Santo Balba presidente, Roberto Pupilella e Oreste Mario Caputo consiglieri, ha respinto il ricorso in quanto le due associazioni avrebbero dovuto impugnare la concessione in estensione, lamentando, se del caso, il fatto che non sia stato previsto alcun passaggio che consentisse d’accedere alla banchine. Club Vela e Lega Italiana chiedevano la costituzione coattiva di passaggio su area demaniale in quanto l’estensione della concessione in favore della controinteressata ha intercluso l’accesso via terra all’area demaniale, di cui sono affidatarie, destinata a banchina d’attracco natanti. Nonostante il diniego il Tar precisa che, dimostrando la perdurante non agevole utilizzabilità dell’area demaniale detenuta in concessione, i richiedenti hanno ancora la possibilità di sollecitare in via amministrativa l’esercizio di poteri di corretta e proficua gestione del demanio da parte del Comune e, in caso di persistente inadempimento di provvedimenti ingiustificatamente non satisfattivi, possano promuovere le azioni tipiche che l’ordinamento appresta in favore del concessionario. Il Tar ricorda inoltre che la normativa specifica di settore prevista dall’art. 37 del Codice di navigazione prescrive l’adeguato e proficuo sfruttamento del bene demaniale e l’uso maggiormente corrispondente ad un più rilevante interesse pubblico. L’accesso dell’area da parte delle associazioni risulta necessario per soddisfare lo scopo di pubblica utilità cui è stato destinata (nel caso di specie la pratica sportiva della vela), seppure comparando le opposte esigenze in potenziale conflitto dei concessionari ( associazioni sportive e cantiere), deve essere comunque assicurato dall’autorità preposta alla gestione del bene pubblico