Mareggiate, un fenomeno ignorato - LevanteNews
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Mareggiate, un fenomeno ignorato

La mareggiata più grave degli ultimi secoli fu probabilmente quella abbattutasi sulla Liguria il giorno di Natale del 1821; provocò  decine di morti, la perdita di centinaia di imbarcazioni, l’abbattimemto di vari fabbricati costruiti in prossimità della costa.

Oggi, ogni volta che si assiste ad una mareggiata, chi spera di trarne vantaggi od ottenere contributi, assicura che nessuno a memoria d’uomo ricorda un evento simile. I media amplificano e assicurano che l’evento è eccezionale. I politici invocano lo “stato di calamita”. Tacciono il fatto che i danni, più che i contribuenti, dovrebbero pagarli gli urbanisti e gli amminsitratori che hanno autorizzato costruzioni a rischio o non hanno fatto rispettare le leggi.

Di seguito solo alcune delle mareggiate più sensazionali. Il 4 dicembre 1822: a Santa Margherita Ligure crolla il muraglione di Sant’Erasmo; 18 dicembre 1866: nel porto di Genova nove vittime, gravi danni nel Levante; 27 novembre 1898: le onde rompono la diga foranea di Genova; perdita di imbarcazioni nel Tigullio; 20 novembre 1916: crolla la linea ferroviaria tra Lavagna e Sestri Levante e e tra Moneglia e Deiva dove un treno merci finisce in mare; muore il fuochista, il macchinista viene salvato; 12 dicembre 1916: a Camogli un motoveliero si sfascia sotto il castello: eroici salvataggi e tre vittime.

Nel dopoguerra: 24 maggio 1954: quattro morti e sette persone salvate a Portofino a seguito dell’affondamento di un’imbarcazione a causa dei marosi; 19 febbraio 1955: breccia nella diga foranea di Genova; 200 imbarcazioni spazzate via dal mare a Sampierderena; danni incalcolabili nel Levante;  25 settembre 1956: a Santa Margherita la mareggiata sospinge sulla spiaggia  un idrovolante ormeggiato (collega il Tigullio a Londra); 3 gennaio 1961: lo scirocco e i marosi gettano una nave sulla scogliera di Rapallo;  10 aprile 1970: a Genova la nave Loundon Valour viene sospinta dalle onde contro un molo; muoiono 20 marinai,a Lavagna, viene letteralmente spazzata via la ferrovia lato mare.