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Acqua, lettera aperta a Paolo Perfigli

All’assessore provinciale alle Politiche delle acque Paolo Perfigli.

Egregio assessore, anni fa un suo collega si era messo in testa di restaurare gli antichi lavatoi che accolgono l’acqua di una sorgente perenne, a prova di crisi idrica. E’ la “Fons bona” che dà il nome alla Fontanabuona e si trova sulla strada della Scoglina, tra Favale e la frazione di Castello. E’ il simbolo della ricchezza idrica della vallata. Ma la preziosa acqua, e quella che sgorga da altre decine di sorgenti, continua ad andare perduta.

La scorsa estate lei ha attribuito la crisi idrica alla siccità, fenomeno ciclico che una politica intelligente dovrebbe comunque prevenire per evitarne le conseguenze.  Il razionamento non ha colpito in concreto e nell’immagine i soli centri turistici di Rapallo, Santa Margherita, Portofino e Camogli. Ha anche provocato gravi danni in decine di frazioni dell’entroterra dove molti residenti riescono a sopravvivere con dignità solo perché, alle pensioni da fame, aggiungono i prodotti dell’orto.

A Castello, frazione che cito non solo perchè ospita la Fons bona, ma anche perché conosco più approfonditamente,  un’ordinanza ha vietato da maggio a fine settembre l’uso dell’acqua per irrigare orti e giardini ed è stato chiuso anche l’approvigionamento del così detto acquedotto agricolo. Ciò ha decretato la morte degli orti e compromesso la stessa produzione di frutta e olive.  La frazione tra l’altro è stata privata anche dei collegamenti autobus. Ma altre località sono state peggio, dato che l’acqua la fornivano le autobotti. Località dove gli utenti non solo pagano le bollette dell’acqua, ma anche della depurazione che non esiste (somme che dovranno essere prima o poi rimborsate).

Certo lei ha trovato una situazione difficile, ma prima  non si sono mai verificate situazioni tanto difficili perché, se non altro, personale del Comune o residenti, c’era chi  sapeva gestire gli acquedotti e garantire l’acqua della sopravvivenza. Oggi non più. Cosa ha messo in cantiere lei, per garantire già dalla prossima estate un’erogazione sufficiente nella vallata che fornisce l’acqua a mezzo Tigullio? E Rapallo, Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli dovranno dire ancora a residenti e turisti: “Abbiamo l’acqua razionata, arrangiatevi”?

Dirà che non dipende da lei;  che conosce i problemi, ma non ci sono i soldi per risolverli. Ma la Provincia investe ad esempio in spettacoli che non hanno nulla di culturale e che altri sponsor dovrebbero sovvenzionare. Dice che servono al turismo? Può darsi, ma serve di più l’acqua. In attesa di una sua risposta  che tranquillizzi gli utenti, la saluto e le auguro buon Capodanno.

Marco Massa