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Zoagli dimentica Sem Benelli

Prato, città dove il commediografo era nato il 10 agosto del 1877, ha ricordato in questi giorni con convegni, rappresentazioni e mostre Sem Benelli,  in occasione dei sessant’anni dalla morte avvenuta a Zoagli il 18 dicembre 1949.

Benelli aveva scelto Zoagli come sua cittadina di adozione e nel 1914; all’apice del successo, in particolare della sua  “La cena delle beffe”, fece erigere il famoso castello che ancor oggi caratterizza il comune. Le dimissioni da Senatore del regno in aperta polemica con Mussolini, gli alienarono però le simpatie del regime che vietò di rappresentare in Italia e nei paesi alleati le sue commedie.

 Sopraffatto dai debiti,  riuscì a salvare la proprietà solo grazie ad un intervento del Duce che, con una decisione contraddittoria, fece pagare i creditori evitando che il castello fosse venduto all’asta. Altro aspetto rivelato dallo storico Sandro Antoni, la presenza di agenti segreti dell’Ovra che a Zoagli spiavano ogni mossa del commediografo.

Con il loro arrivo a Zoagli, le truppe tedesche occuparono il castello che nel dopoguerra diventò anche sede del municipio mentre Benelli occupava ormai da anni la casa del custode.

Zoagli non ha ricordato i sessant’anni dalla morte di Sem Benelli, un’occasione mancata. A celebrare la data resta il volume di Sandro Antonini: “Sem Benelli – Vita di un poeta: dai trionfi internazionali alla persecuzione fascista” edito da De Ferrari.