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Camogli, un libro ne celebra la decadenza

Dopo il volume di Aldo Baldassarre, un altro celebra la storia di Camogli, arricchito in questo caso da un album fotografico di Gianni Berengo Gardin. Nella prefazione si parla del borgo marinaro come di un “incredibile mucchio di case colorate”. Purtroppo però nelle immagini  in bianco e nero non esistono i colori e la luce che rendono unico il paesaggio.

Berengo Gardin, fotografo in auge tanti anni fa, è abilissimo a rappresentare la decadenza di Camogli dove la “Città dei mille bianchi velieri” è solo un ricordo nei modellini di navi che arredano alcuni appartamenti; i sorrisi appaiono spenti; perfino il mare e la spiaggia sembrano sprigionare malinconia e le statue del cimitero sul punto di sgretolarsi. Palazzi e strade mummificati. Nè i diversi riferimenti pubblicitari rappresentano la speranza di un risveglio. Le numerose effusioni e i baci sembrano addii.

 Una Camogli, quella vista attraverso l’obiettivo di Berengo Gardin, come spesso la vedono i “foresti”: bellissima ma decadente. Resta da capire come Pro Loco e Comune abbiano potuto  sponsorizzare un’opera che ricorda, più che la vera Camogli, un ambiente simile a quello di “Morte a Venezia ” di Thomas Mann. (Costo 50.00 euro)

m.m.