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Manifestazioni, se i costi sono misteriosi

di Marco Massa

La Finanziaria impone ancora sacrifici agli Enti locali i cui bilanci sono spesso bloccati da spese ingenti di personale. Piante organiche rimaste invariate nonostante l’arrivo delle nuove tecnologie che semplificano il lavoro. Organici che spesso appaiono  sovradimensionati negli uffici; carenza di personale nelle strade, ad iniziare dal settore manutenzione. Giunte comunali che devono confrontarsi con i sindacati. Spesso il comune cittadino ha la sensazione che le tasse che paga  siano spese davvero male. Accade quando vede un dipendente di un ente locale che ozia. Lo pensa quando non condivide le opere realizzate.

C’è un settore tuttavia che lo irrita più di ogni altro: quello della manifestazioni turistiche-culturali. Queste devono assolvere due compiti importanti: invogliare l’arrivo dei turisti, offrire comunque  anche ai residenti motivi di svago o approfondimento.  Negli ultimi anni è aumentata a dismisura l’offerta di svaghi popolari (sagre, balli, etc) e di intrattenimenti culturali (concerti di classica, danza, teatro, etc.). Tra i motivi di irritazione la mancanza di un calendario pianificato che eviti doppioni e concomitanze; stabilito mesi prima perché le iniziative, oltre realizzarle occorre pubblicizzarle. Compito, non costoso, che dovrebbe svolgere il istema turistico locale, se funzionasse.

Se per le sagre la gente chiede controlli certi di Asl, guardia di finanza e regole certe per salvaguardare salute, controllare i bilanci e rispettare le leggi (non si può ad esempio sequestrare il sugo di cinghiale in una località, perchè è vietato l’uso di selvaggian nelle sagre, e consentire che si proponga  lo spezzatino dello stesso animale in un’altra località).

C’è poi il problema del costo delle manifestazioni che dovrebbe essere dichiarato dagli stessi organizzatori per capire come mai alcuni spettacoli richiedono costi assai superiori alle tariffe richieste dagli stessi artisti ( comprensive delle quote dovute ai loro agenti); non giustificate neppure dai costi della pubblicità. Ci sono “passaggi” che fanno lievitare i prezzi delle iniziative? O se ciò accade è colpa di assessori incapaci?