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Camogli, lettera beffa del Prefetto

Inizio rovente del consiglio comunale di Camogli, terminato all’una e un quarto della notte. Il 14 ottobre i consiglieri di minoranza avevano scritto al prefetto lamentando il fatto di non avere una sala a loro disposizione in municipio. Il prefetto prende la lettera dei consiglieri e la spedisce in Comune a Camogli per avere notizie in proposito. Il Comune risponde più o meno così: “Metteremo a disposizione uno spazio nel teatrro Sociale in via di ristrutturazione (ma l’edificio non appartiene al Comune che non ne può quindi disporre) o negli edifici previsti nell’ex scalo merci (progetto ancora da approvare). Il prefetto prende per buona la promessa e il 27 novembre risponde ai consiglieri inviando loro una lettera in Comune a Camogli, ma questa non viene consegnata ai destinatari. Agostino Bozzo (minoranza) viene a sapere della risposta e del mancato recapito per vie traverse. Un fatto che dimostra il mal funzionamento della macchina comunale.

La maggioranza respinge tutte le osservazioni relative al progetto originale ( e non alla recente revisione) di box ed edifici nell’ex scalo ferroviario tranne una presentata dall’Enel ed una richiesta della Pro Loco intesa a prevedere nell’area un magazzino per proprio uso; richiesta che le minoranze non votano perchè non la ritengono un’osservazione. Viene approvato all’unanimità un ordine del giorno proposto dalla maggioranza in cui si promettono migliorie all’attuale progetto che viene però approvato solo a maggioranza. Ora ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni da parte dei privati, 90 giorni per discuterle; poi sarà convocata la Conferenza dei servizi (Ferrovie comprese) per approvare il progetto e, quindi, realizzarlo (salvo ricorsi al Tar).

Approvato l’accordo che prevede sinergie tra i vigili urbani dei Comuni compresi tra Recco e Zoagli. Per quanto riguarda il restauro del teatro Sociale, tre le ditte disposte ad eseguirlo, sarà una commissione a stabilire a quale affidare l’incarico. Sarà il Comune ad eliminare il ponte di Cò in ferro e a sistemare via San Bartolomeo, con una spesa da 300 mila euro stanziati dalla Regione.