Camogli, se la giunta si addormenta - LevanteNews
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Camogli, se la giunta si addormenta

Camogli non è assolutamente una cittadina ideale, impressione che si potrebbe ricavare leggendo quei giornali che raccontano soprattutto di manifestazioni grandi e piccole, di iniziative promozionali di negozi, di piccoli malori. Camogli appare un comune profondamente in crisi e basta sedersi sul muretto di piazza Colombo o sulle panchine di piazza Schiaffino per ascoltare discussioni accanite sul futuro dell’ex mercato, dell’ex ospedale, dell’ex istituto Clotilde Olivari, dell’ ex Istituto Barsanti. Per non parlare dello stato del cimitero, delle pedonali, del verde pubblico, dei conti in rosso della piscina, etc, etc etc.

Adesso c’è chi, tra i residenti e non, auspica un rimpasto nella stessa giunta. Alcuni assessorati hanno dimostrato di non funzionare. I vecchi camogliesi trovano assurdo che la barca in dotazione al loro nautico non trovi posto nel loro porto. Un tempo si sorrideva del fatto che assessori come Giacinto Crescini e Attilio Antola girassero per il paese annotando i lavoretti da fare; oggi una miriade di piccoli interventi restano senza risposta. Nessun coordinamento delle  manifestazioni estive, mentre feste come Sagra del Pesce, Stella Maris, tributo al Cristo degli abissi, scompaiono ogni anno di più nel marasma delle centinaia di iniziative di altri Comuni.

Il sindaco Italo Mannucci, medico, è persona degnissima prestata alla politica; stimatissimo, svolge il suo incarico con dedizione senza tuttavia trascurare i suoi pazienti; persona probabilmente troppo sensibile per “licenziare” alcuni assessori e sostituirli con consiglieri della maggioranza e, magari, un esterno. L’ex sindaco Pippo Maggioni, assessore chiave nella giunta, pensa a candidarsi al Consiglio regionale e la speranza è che accetti di entrare nella lista civica di Claudio Burlando e, per dimostrare che le sue capacità non sono limitate ai temi urbanistici, si faccia anche carico dei problemi dei colleghi, cosa per altro che gli elettori, magari anche quelli che non l’hanno votato, gli chiedono di fare.

m.m.