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Quattro appuntamenti con Beethoven

di Consuelo Pallavicini

Il Festival Camogli in Musica Estate, organizzato dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso con il contributo del Comune di Camogli e della Regione Liguria, offre quattro interessanti appuntamenti:  mercoledì 19, giovedì 20, sabato 22 e domenica 23. Ad esibirsi nel ciclo dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven (otto sono stati presentati lo scorso anno), presso la Sala Mare del Cenobio dei Dogi alle 21.15, sarà il Gaudeamus String Quartet, uno dei pochi quartetti al mondo ad aver in repertorio e ad aver suonato più volte l’integrale dei Quartetti di Ludwig van Beethoven. 

Il Quartetto Gaudeamus si è costituito nel 1987 a Iasi (Romania), sotto la guida del famoso Voces Quartet. Successivamente, i membri del Quartetto Gaudeamus sono diventati tutti solisti della Filarmonica di Brasov. Il Quartetto è risultato vincitore in tutti i concorsi per musica da camera della Romania e in moltissimi concorsi internazionali in Europa, come il “Mozart Chamber Music Competition” di Salisburgo, nel 1995, o il “Rovere d’Oro” di San Bartolomeo al Mare, nel 2000. Ha tenuto concerti  in tutto il mondo e inciso numerosi CD ed effettuato registrazioni per la televisione rumena, per la RAI e per la televisione russa. La critica si è sempre espressa elogiativamente nei loro confronti, sottolineando la loro professionalità, la grande capacità tecnica e l’alta qualità interpretativa. Lucia Neagoe è primo violino, Raluca Tonescu secondo violino, Leona Varvarichi viola e Sebastian Virtosu violoncello.

 

Gaudeamus String Quartet

Gaudeamus String Quartet

 

Il M.° Luciano Lanfranchi, direttore artistico del Gruppo Promozione Musicale, sottolinea che “di Beethoven si celebrano assai più le Sonate e le Sinfonie, ma i 16 Quartetti per archi sono di rilievo ancor maggiore; la loro composizione è scandita in tre fasi nettamente distinte: i sei dell’op. 18 (1798-1800) appartengono al primo stile, ancora legato alla tradizione classica nello spirito e alla forma (i primissimi risentono dello stile galante di fine Settecento);  al periodo centrale appartengono i tre Quartetti op. 59,  l’op. 74 e l’op. 95, ricchi di colore quasi romantico, ma ancora tradizionali nella forma; gli ultimi cinque (op, 127, 130 con la Grande Fuga op. 133, op. 131, 132, 135), scritti tra il 1822 e il 1826, sono, forse ancor più della Nona Sinfonia, il punto di massimo avvicinamento all’assoluto e alla suprema altezza dell’arte pura.” E conclude citando un pensiero di Marcel Proust: “La ragione per cui un’opera di genio difficilmente è ammirata subito è che chi l’ha scritta è un uomo straordinario e che pochi gli rassomigliano. Sarà la sua stessa opera, fecondando i rari ingegni capaci di comprenderla, a farla crescere e moltiplicare. I quartetti di Beethoven hanno messo cinquant’anni a far nascere, a ingrossare il pubblico dei quartetti di Beethoven, attuando così, come tutti i capolavori, un progresso se non nel valore degli artisti, almeno nella società degli spiriti, largamente composta oggi di quel che era introvabile quando il capolavoro apparve, ossia di esseri capaci d’amarlo.”

Il Gaudeamus String Quartet ha scelto di presentare i quartetti beethoveniani in ordine non cronologico, ma alternando i vari periodi, in modo che risulti evidente l’evoluzione di stile e di spirito nel grande compositore: nelle quattro serate quindi verranno eseguiti i Quartetti op.18, n. 5 e op.127 (prima sera), op. 59, n. 1 e op.133 “Grande Fuga” (seconda sera), op.18, n. 6, op. 135 e op. 132 (il 22 agosto), op.74 e op. 130 (l’ultima sera).