LA PROTESTA. Privilegi alle poste - LevanteNews
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LA PROTESTA. Privilegi alle poste

Accade in un ufficio postale (quello di Camogli centro) che un utente entri per pagare due conti correnti e trovi l’ufficio insolitamente deserto: una sola impiegata ed un solo utente a sbrigare una pratica. Nel frattempo entrano altre persone. Terminata la pratica in corso, il nostro utente si avvia allo sportello lasciato libero, ma l’impiegata gli dice che non è il suo turno.

Come fa ad essere il turno di una persona entrata successivamente? Semplice: ha la precedenza chi deve sbrigare pratiche bancarie. Chi, in sostanza, ha un proprio conto corrente presso la posta. Una regola non scritta e contestabilissima; se si volessero usare parole grosse, molto probabilmente anticostituzionale.

C’è un altro fatto che provoca la protesta. Perchè su un organico di almeno quattro persone in servizio,  tre non sono agli sportelli?  Assentarsi non solo è umano e necessario. Ma in un ufficio qualsiasi ben organizzato che funziona, il pubblico non si accorge neppure di un’eventuale assenza.

Il direttore delle poste di Genova, Tullio Dodero, persona sensibile ed efficiente, al quale abbiamo cercato di chiedere una spiegazione è in ferie. Nel frattempo alla Direzione genovese ci hanno detto che i correntisti postali hanno una corsia preferenziale dove è possibile istituirla, ma nei piccoli uffici la regola non si applica.