Sul passaggio della Mondello l'ombra di Scandroglio - LevanteNews
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Sul passaggio della Mondello l’ombra di Scandroglio

di massimo lagomarsino

Il passaggio dell’onorevole Gabriella Mondello nelle file dell’Udc da tempo era nell’aria. I motivi sono diversi, vanno soprattutto ricercati nei continui frequenti contrasti con il collega e coordinatore regionale del Popolo delle Libertà Michele Scandroglio. Alla base di tutto, bisogna dirlo, la nuova legge elettorale che finisce per mandare in parlamento non dei rappresentanti eletti dal popolo bensì dei “fiduciari” dal segretario nazionale. Una legge che al di là delle solite affermazione di facciata piace a tutti, o quasi, i partiti dei due schieramenti. Unica voce fuori dal coro: l’Udc di Casini dove il parlamentare di Lavagna da oggi ha finito per confluire. Piaccia o no la Mondello sul territorio è molto più radicata di Scandroglio.

L'onorevole Gabriella Mondello insieme a Stefano Sudermania e Gino Garibaldi a tutt'oggi nel Pdl

L'onorevole Gabriella Mondello insieme a Stefano Sudermania e Gino Garibaldi a tutt'oggi nel Pdl

 L’onorevole di Chiavari in virtù del ruolo ricoperto (coordinatore regionale) ha finito per sconvolgere consolidati equilibri. Soprattutto nel Levante, anche in occasione delle ultime elezioni amministrative, più volte è entrato in rotta di collisione con il coordinatore provinciale del Pdl Giovanni Boitano che, guarda caso, ha seguito la stessa strada della Mondello. Una sorta di tela di Penelope, quello che faceva uno di giorno, scelgano i lettori se mettere prima Boitano o Scandroglio, l’altro cercava di disfarlo di notte. Il coordinatore regionale, non è un mistero per nessuno, in occasione delle amministrative non mancava di ricordare come gli unici accordi validi erano quelli fatti con lui. Anche se a dire il vero l’espressione usata era ben più colorita e poco lusinghiera nei confronti del buon Boitano. Di questo passo non si poteva di certo andare avanti. In ogni modo alcuni vecchi “notabili” di Forza Italia hanno cercato di convincere il ministro Claudio Scajola a ridimensionare Scandroglio. Questo non è avvenuto e pertanto la Mondello ha tratto le debite conclusioni, conscia che alle prossime elezioni nazionali non sarebbe più stata ricandidata. Nel variegato mondo della politica difficile distinguere le ragioni dai torti. Una scelta, quella della Mondello, coraggiosa che vede il parlamentare passare da un partito di Governo ad uno d’opposizione. Il tam tam della politica indica prossimi, ulteriori, cambi di casacca. In procinto di finire nell’Udc diversi amministratori locali e forse anche un consigliere regionale. Qualcuno grida allo scandalo e parla di ideologia “tradita”. Una risposta retorica che aveva un suo valore quando esistevano i partiti “quelli veri” e di conseguenza le ideologie.