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Rapallo, Carlo Riva si racconta

 di Marco Massa

Nella sede dello Yacht Club di Rapallo, accanto alla piscina in acciaio inossidabile dalla quale si gode una suggestiva vista del golfo Tigullio, campeggia una pagina dell'”Eco di Bergano” interamente dedicata a Carlo Riva, 87 anni, che nei giorni scorsi ha guidato nel lago di Iseo, una flottiglia di suoi motoscafi provenienti da mezzo mondo.

E’ vero che lei è arrivato a distruggere alcuni suoi scafi perchè non erano perfetti?  “Io controllavo tutto in cantiere. Se vedevo qualche imperfezione chiedevo di correggerla, ma se il risultato non era soddisfacente prendevo un martello. Meglio distruggere che immettere sul mercato un motoscafo Riva imperfetto”.

Lei è considerato il precursore del turismo nautico italiano. I suoi motoscafi sono noti nel mondo come le “Ferrari del mare“. “Le nostre imbarcazioni sono apprezzate moltissimo all’estero. Me ne sono reso conto una volta di più l’altro giorno durante un  raduno che ha richiamato i miei Riva da mezzo mondo. Una festa meravigliosa”.

Si è mai preso una vacanza? “Andavo ogni anno in crociera nel Mar Egeo. Per costruire una buona barca occorre conoscerla e per conoscerla perfettamente occorre navigarla. Così potevo apportare le migliorie che ritenevo più utili”.

Lei è stato anche il precursore dei porti turistici. ” Conoscevo quello di Cannes, il primo del Mediterraneo e dato che il sindaco Rinaldo Turpini aveva manifestato l’intenzione di costruirne uno a Rapallo, mi diedi da fare.”

Carlo Riva

Carlo Riva

Un’intesa difficile quella con Rapallo. ” Iniziai ad occuparmi della costruzione nel 1971. Ottenni i permessi dal Demanio marittimo e superai le difficoltà dovute al fondale melmoso inserendo, su progetto di tecnici olandesi, quasi 20.000 pali di sabbia e ghiaia. Ma il Comune era convinto che i lavori fossero condizionati ad una sua concessione”.

Fu allora che decise di abbandonare l’idea? “Regalai le azioni all’amico Gigi Figoli che aveva una scuola di sci nautico all’hotel Miramare. Io non volli più mettere piede a Rapallo per 7 anni. Per andare a Portofino mi facevo venire a prendere in motoscafo da Tillin (noto personaggio di Portofino negli anni Settanta ndr) e raggiungevo il borgo via mare da Sestri Levante”.

Ma il porto era una sua creatura e dopo averlo regalato lo riacquistò, pur sapendo che erano stati accumulati debiti e che avrebbe anche dovuto farsi carico della costruizione del porto pubblico. “Gigi lo aveva venduto alla Otam, non quella di oggi, ma quella di allora che era ben poca cosa. Stavano per fallire. Io non riuscii a dire di no. Ricordo la data: 13 aprile 1983”.

Ne ha fatto un gioiello. Ci sono però nubi sul mondo della nautica. ” Si parla di un forte aumento di canoni demanili e Ici. La manutenzione è costosa, è occorsa una spesa di oltre un milione per mettere l’impianto elettrico a norma. Voglio chiedere a Berlusconi di riflettere bene prima di applicare aumenti indiscriminati”.

Berlusconi fa scalo nel suo porto? Un giorno ricevo una telefonata dal Consolato americano. Mi dicono: “Deve venire a New York a riconoscere la salma” . Che salma, dico io. Quella di sua figlia morta in un incidente. Uno strazio. Qualche tempo dopo è arrivato Berlusconi, mi ha invitato sulla sua barca, siamo usciti a fare un giro. Voleva essermi vicino, consolarmi. Poi ha visto i miei generi, gli ha raccomandato di starmi vicino.  Confesso, in quel drammatico frangente mi ha fatto piacere”.