Favale: anche i Cereghino alla festa dell'Emigrante - LevanteNews
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Favale: anche i Cereghino alla festa dell’Emigrante

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 C’erano persino i discendenti dei Cereghino ieri a celebrare la Giornata degli italiani all’estero. Arriva dall’estremo sud della Francia, Perpignan, Jocelyne Cereghino insieme alla figlia Beneditte, lontani discendenti dell’omonima nota dinastia di cantastorie. Nella prima meta del diciannovesimo secolo i Cereghino fondarono a Favale la chiesa evangelica valdese facendo ben presto nuovi proseliti tra i compaesani. Incarcerati nella Cittadella di Chiavari , nel 1852, dopo il processo e la condanna furono graziati da Vittorio Emanuele II e Cavour. Le due donne hanno pochi ricordi tramandati dal passato: <I miei nonni – racconta Jocelyne – decisero di trasferirsi in Algeria nel 1845 per poi stabilirsi definitivamente in Francia. Una grande emozione conoscere la terra dei nostri avi>. La ripida salita in “risseau” bagnati dalla rugiada che conduce al santuario Nostra Signora del Rosario viene percorsa a ritmo lento dai tanti emigranti presenti. Un’occasione per dare un’occhiata alla lapide che ricorda Davide Cereghino e Davide Boitano, morti nel lontano 1896 mentre accendevano il cannone per celebrare la festa patronale, sul lato opposto, l’antico cimitero e il paese sottostante.

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Una leggera brezza rende ancora più piacevole la giornata degli italiani all’estero. Umberto Cordano ha appena compiuto ottant’anni, accompagnato dal figlio, anche quest’anno non ha voluto mancare alla bella festa organizzata nel suo paese natale. <Sono emigrato in Perù quando avevano diciassette anni – racconta – ho sempre lavorato nel settore del commercio con negozi di abbigliamento e ristoranti>. Cordano torna spesso per celebrare un evento suggestivo e ricco di fascino: <Mia moglie – conclude – vista l’età ha preteso che ad accompagnarmi fosse nostro figlio che per la prima volta ha potuto vedere la terra d’origine dei suoi nonni>. Come sempre non manca Pio Borzone Garbarino di Vina del Mar (Cile) e monsignor Lino Panizza Richero vescovo della diocesi di Carabayllo-Lima (Perù). Il premio “Radici” giunto alla settima edizione è stato assegnato a Richard Cuneo, originario di Calcinara di Uscio, imprenditore di successo nel settore vinicolo, presidente delle vinerie Sebastiani di Sonoma, California. Dario Casassa ex sindaco di Favale, eletto per la prima volta nel lontano 1951, ricorda le origini della festa.

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<Gli uomini erano provetti muratori – racconta – in grado di costruire case di pietra senza l’ausilio del cemento oppure contadini>. Tempi di miseria, la guerra terminata da poco, molte famiglie vivevano grazie ai “pacchi” giunti da oltreoceano o aspettando il provvidenziale invio di qualche dollaro. < Le corriere erano divise in due: davanti la gente dietro i pacchi. Nacque cosi in modo semplice – conclude Casassa – l’idea di ricordare i nostri emigranti con una festa>.

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Tradizione che dura da oltre mezzo secolo.